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Bovino, 15-16-17 ottobre – Durante il terzo meeting nazionale della Rete docenti giornalisti Nell’erba (gNe) si è parlato anche di lotta alla criminalità ambientale.
Nella giornata del 16, con la visione del film “Un Posto Sicuro”, ha tenuto banco la tragedia Eternit vissuta a Casale Monferrato. Il film mette in scena una chiara rappresentazione di cosa volesse dire lavorare per l’Eternit negli anni ’50 e di come gli operai fossero all’oscuro dei danni provocati dall’amianto alla propria salute.
Nel giugno del 2013 la Corte d’Appello aveva condannato per disastro ambientale (alzando la pena da 16 a 18 anni) Stephan Schmidheiny, proprietario svizzero dell’azienda Eternit. Era stato previsto anche un risarcimento monetario di 100 milioni di euro alla popolazione del luogo e ai parenti delle vittime. Sentenza ribaltata poco tempo dopo dalla Corte di Cassazione che il 19 novembre del 2014 dichiarava prescritti i reati annullando così pena e risarcimenti e facendo urlare allo scandalo l’opinione pubblica.
Oggi il problema amianto in Italia è lontano dall’essere risolto, si calcola che vi siano 32 milioni di tonnellate: 500 kg per ogni cittadino.
A margine del film abbiamo intervistato chi di inchieste ambientali e di lotta alla criminalità ambientale se ne intende. Rosario Meo, Capitano di fregata, Comandante della Guardia Costiera e attualmente in forze al Ministero dell’Ambiente, ci ha parlato di quanto siano diffusi i disastri ambientali nel nostro Paese troppo spesso nascosti solo dalla rilevanza mediatica che  la “Terra dei Fuochi” ha assunto (video).

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Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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