glowe gNe

Immagine presa da Glowee.fr

Finora si era visto solo al cinema (con Avatar di James Cameron) qualcosa del genere.
Produrre luce senza elettricità: è questa la futuristica sfida della Glowee, start-up francese, che mira ad illuminare le nostre città utilizzando batteri e nutrienti.
Il punto di partenza dello studio sono le reazioni chimiche degli organismi naturali bioluminescenti come le microalghe e i pesci oceanici che vivono nelle profondità capaci di emettere “luce propria”.
Molte aziende si erano sfidate su questo campo ma la Glowe, attraverso le parole della sua fondatrice Sandra Rey, sembra la prima ed esserci riuscita.
Naturalmente non ha svelato le parti salienti della loro scoperta ma, la Rey, ha dichiarato che per la ricerca si sono basati sulle informazioni racchiuse nel codice genetico di alcuni tipi di batteri bioluminescenti che si trovano sui calamari. In pratica i batteri selezionati dall’azienda vengono inseriti, con i nutrienti di cui hanno bisogno per vivere, in un “materiale trasparente”.
Per riuscire nell’impresa l’equipe della Glowee ha messo in piedi un team di ricerca multidiscipilinare che prevede la presenza di biologi, biotecnologi, economisti, ingegneri ambientali.
La sfida ora è far si che la reazione luminosa duri il più al lungo possibile ma anche in questo caso sembra che l’azienda sia sulla strada giusta.
Infatti, la Glowee fa sapere che all’inizio della ricerca erano in grado di ottenere luce per pochi secondi ma già oggi sono arrivati ad ottenere luce continua per ben 3 giorni e promettono di aumentare la durata fino ad un mese entro la fine del 2016 migliorandone anche la qualità.
Le applicazioni possibili sono innumerevoli: dagli edifici alle strade, dall’illuminazione dei marciapiedi fino a quella dei parcheggi.
Innumerevoli anche le ricadute positive che vanno dall’efficientamento energetico all’abbattimento della CO2 prodotta senza trascurare l’abbattimento di un altro tipo di inquinamento troppo spesso messo in secondo piano: l’inquinamento luminoso. In futuro aziende come la Glowee potrebbero ridarci il cielo notturno: uno dei maggiori godimenti a cui siamo stati costretti a rinunciare.


Per chiunque volesse maggiori informazioni questo è link al sito della Glowee.

Share this article

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

Facebook Comments

Post a comment

3 − uno =