di Giulia Burioli*

Molte persone sono convinte che la farina integrale sia più naturale e leggera rispetto a quella bianca.

Secondo alcuni nutrizionisti la farina integrale è la migliore sul campo perché a differenza delle altre non subisce processi di raffinazione come ad esempio la farina di tipo 00. Ecco che i salutisti ricorrono subito all’integrale perché non è raffinata e dunque più ricca di elementi nutritivi fondamentali per l’organismo. In realtà la maggior parte della farina integrale che consumiamo abitualmente non è altro che la farina raffinata a cui viene aggiunto in un secondo momento della crusca rimacinata, quindi possiamo considerarla una farina doppiamente raffinata e quindi, se vogliamo, più “dannosa” rispetto a quella di tipo 0.

Ovviamente come tutte le sostanze anche le farine integrali hanno dei vantaggi e dei svantaggi. Tra i vantaggi ricordiamo che aumenta il senso di sazietà, riduce lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, riduce l’assorbimento delle sostanze cancerogene. Mentre uno dei principali svantaggi è dato dal consumo eccessivo di fibra che ostacola l’assorbimento di alcuni minerali tra cui il calcio e lo zinco.

Medici e nutrizionisti, non hanno dubbi nel dire che tra i due tipi, la farina integrale e farina bianca, la prima è più sicura, igienicamente sana, quella che fa meglio alla salute. Maurizio Monti, per 8 anni presidente dell’ANTIM (Associazione Nazionale Tecnici Industria Molitoria) invece dichiara di non avere dubbi: sceglie la farina bianca. “Solo chi non ha la più pallida idea del fatto che il grano è una pianta che nasce e vive a cielo aperto, soggetta a intemperie e malattie varie soprattutto ora che il clima sta cambiando a ritmi assurdi può avere dubbi in merito. La buccia del grano è la sua parte esterna, la crusca. Ha caratteristiche igienico sanitarie assolutamente peggiori del centro della cariosside. È rarissimo trovare tracce elevate di contaminanti nelle farine bianche macinate in Italia, è molto più facile trovarle nelle crusche. Gli ultimi studi fatti sulla tecnologia molitoria hanno dimostrato in maniera evidente come decorticando il chicco di grano si ottengano farine igienicamente molto più sane: la microbiologia va a zero, come i metalli pesanti e i residui di antiparassitari, le micotossine si eliminano quasi completamente. Ma decorticare vuol dire togliere parte della crusca prima che il chicco arrivi alle macine, non certo aggiungerla o macinare tutto assieme. Il primo strato di crusca, quello superficiale (circa il 5%) a contatto con l’ambiente è assolutamente il peggiore in assoluto dal punto di vista igienico sanitario, molto peggiore del centro del chicco”.

La farina bianca è un veleno” è un’affermazione che non dovrebbe essere nemmeno considerata né letta, mentre invece fa presa sulla gente e purtroppo influenza l’opinione pubblica dei consumatori, al punto che abbiamo la dieta mediterranea patrimonio dell’umanità, siamo un’eccellenza nel mondo per pane, pasta, pizza, biscotti, dolci, panettoni ecc, e facciamo il possibile per demonizzarli e ostacolarli.

*Giulia Burioli, di 13 anni, studente dell’Istituto Comprensivo Perugia 9, partecipa al Premio nazionale Giornalisti Nell’Erba XIII edizione con questo articolo

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