IMG_0771Genova – Per qualunque SOS di bonifica, adesso possiamo stare più tranquilli. A proteggere un po’ di più il nostro mare, minacciato spesso dall’irresponsabilità dell’uomo, c’è il sistema SauroSea Antipollution Unit for Rapid Off-shore -.

Non c’è solo un affollato open boat – che come è avvenuto di porto in porto in giro per l’Italia ha visto un grande successo di turisti e residenti – ma a bordo dell’Amerigo Vespucci si parla di tutela dell’ambiente in compagnia anche del WWF. Il veliero diventa location per un convegno, per lanciare le ultime novità inedite relative al progetto Sauro.

“Il brevetto è del Dipartimento della Protezione Civile – spiega il comandante Walter Mazzei, inventore di Sauro – e i primi ad utilizzarlo saranno proprio quelli della Marina Militare, che presto lo vedranno installato su una loro nave”. Ad ogni modo si tratta di un sistema molto versatile che si prevede potrà essere utilizzato da diversi modelli di imbarcazione.

Sauro-sistema-b

Il Comandante Mazzei da sempre è coinvolto in bonifiche marine, ed è proprio l’essere testimone di tanti limiti che accompagnano le operazioni di intervento, che lo ha spinto a dedicare “anima e corpo” a questo progetto.

Il sistema Sauro sarà una vera rivoluzione. Sono tanti i suoi punti di forza.
Innanzitutto c’è la questione tempo: “Gli attuali skimmer, cioè i sistemi di raccolta, sono molto lenti, non consentono un recupero tempestivo, con Sauro, invece, siamo di fronte ad uno skimmer molto rapido” dichiara Mazzei. Ma poi c’è il problema di efficacia: “Le condizioni marine avverse erano un forte ostacolo alle attività di bonifica, mentre SAURO è capace di sopportare le onde lunghe, quindi è adatto anche per operazioni offshore“.
E restando sempre sul tema della qualità di intervento, fino all’arrivo di Sauro le bonifiche in mare non consentivano un’azione multipurpose cioè capace di raccogliere materiali differenti. “Se si era intenti al prelievo degli idrocarburi ma ci si imbatteva anche in oggetti di plastica, questi ultimi rifiuti non solo non venivano raccolti ma rischiavano addirittura di bloccare i macchinari” racconta il comandante.

Sauro invece è capace di recuperare sia rifiuti solidi sia liquidi, anche contemporaneamente. Da particelle submillimetriche può raccogliere fino ad oggetti di qualche metro. Ma forse la più grande novità fra tutte è che Sauro avrà dei dispositivi robotici capaci di intercettare la plastica. “Si tratta di un sistema attivo e non stazionario” commenta orgoglioso Mazzei.

Ma chi renderà fattibile tutto questo? Dall’installazione di Sauro sulla nave della Marina, fino alle ricerche sempre più avanzate relative ai sensori robotici, è l’Università di Firenze a scendere in campo. E a illustrare tutti i dettagli ingegneristici a bordo dell’Amerigo Vespucci c’è il professore Andrea Rindi: “Siamo a buon punto con la fase di progettazione, contiamo di lanciarlo a breve e il primo punto di intervento sarà il Mar Tirreno”.

Sauro-sistema-f

Proprio l’alto Tirreno, casa di delfini e balenottere, sembrerebbe minacciato da un’isola di microplastiche. Le insidiose piccole particelle sono oggi un problema molto serio, si accumulano nei tessuti di pesci, uccelli e mammiferi marini ma non solo fanno male a questi animali. Nel caso dei prodotti ittici, infatti, attraverso la rete alimentare arrivano direttamente nei nostri piatti causando problemi di salute anche all’uomo.

“C’è ancora molta strada da fare per avere sensori così sofisticati capaci anche di rilevare le microplastiche – spiega Rindi – la sfida è ancora aperta”. Di sicuro le competenze e l’entusiasmo non mancano. E restando sempre sull’onda di grandi ambizioni future, la protezione civile fa sapere che  spera che Sauro possa un giorno essere utile per bonificare il “Pacific Trash Vortex”,  l’isola galleggiante di plastica del Pacifico che ha raggiunto ormai le 100 milioni di tonnellate di detriti.

IMG_0772

Share this article

Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

Facebook Comments

Website Comments

Post a comment

9 + 19 =