Tutti a RaccoltaCosta Crociere fa riciclare una città

Savona ha tre panchine in più, ma non sono mica normali, sono al 100% di alluminio riciclato e segno di un’importante vittoria per la città. Più 27% di alluminio: le famiglie e i commercianti savonesi sono diventati più ricicloni e il merito va al progetto “Message in a can” promosso da Costa Crociere e consorzio CiAl.

Soddisfatta Stefania Lallai, Direttore Sostenibilità e Relazioni Esterne Costa Crociere: “L’impegno di Savona è stato premiato con un beneficio concreto e tangibile, abbiamo condiviso anche a terra il messaggio di sostenibilità che promuoviamo a bordo delle navi, in 9 anni abbiamo riciclato 334 tonnellate di alluminio, siamo l’unica compagnia a effettuare il 100% di raccolta differenziata”.

La prima nave a gas naturale

Nel 2015 a spasso per il mondo – a bordo delle 26 navi Costa Crociere (11 della flotta Aida Cruises) – hanno viaggiato 2,6 milioni di persone. Si capisce bene quanto sia decisivo mitigare gli impatti ambientali: “Per l’abbattimento delle emissioni di gas nocivi, su 7 navi vi è il sistema eco-exhaust gas cleaning che riduce il 90% delle emissioni inquinanti sia in navigazione sia in porto, utilizzando acqua di mare –  spiega Lallai – Nel 2019, vareremo due nuove navi alimentate a gas naturale liquefatto (lng), eliminando le emissioni di ossido di zolfo e riducendo il 95-100% delle emissioni di particolati, l’85% degli ossidi di azoto e il 25% di carbonio”.

L’attenzione green di Costa è rivolta anche ai ristoranti: “Il 15% degli acquisti di cibi freschi avviene a livello locale. Oltre 200 menù sono stati revisionati da Slow Food e in programma c’è di collaborare con il Banco Alimentare”.

Savona, laboratorio Costa 

Realizzate ciascuna con 60 kg di alluminio, equivalente di 4300 lattine, i nuovi arredi urbani di Savona sono il frutto della campagna di comunicazione per il “conferimento degli imballaggi in alluminio, insieme al vetro, nelle campane e nei contenitori stradali”. Lanciata il 15 marzo a bordo della Costa Diadema e conclusasi il 30 giugno: in pochi mesi ha saputo coinvolgere la cittadina. Così Largo Ammiraglio Enrico Doni si rifà il look, quello che è spreco può diventare risorsa, basta saper fare la scelta giusta anche quando si va ai cassonetti.

“L’alluminio, riciclabile all’infinito e al 100%, è il materiale che meglio rappresenta i principi dell’economia circolare che si vanno sempre più diffondendo – commenta orgoglioso Gino Schiona, Direttore Generale CiAl –  i cittadini non possono che essere parte attiva e promotori del grande processo in atto per la salvaguardia del nostro pianeta”.

Anche il Comune di Savona e la società Ata Spa hanno fatto la loro parte: “Siamo grati del dono che abbellisce la nostra città e testimonia l’impegno condiviso su un tema ambientale così importante” ha dichiarato Pietro Santi, assessore all’ambiente di Savona.

Con oltre 230 scali su base annua e una movimentazione di un milione di passeggeri, la città di Savona è oggi il terzo porto italiano e il quinto in Europa. “Savona è il laboratorio di un modello multi-stakeholder (ad esempio per le infrastrutture per l’ING) che Costa intende replicare anche su altre destinazioni” spiega Lallai.

Il settore marittimo “pecora nera” dei tagli alla CO2

Ma sul settore marittimo di lavoro ce n’è ancora tanto da fare: è l’unico fra i trasporti a non essere vincolato da tagli alle emissioni di gas serra e produce circa 1.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno (contro le 781 dell’aviazione). Si prevede che nei prossimi trent’anni aumenterà le emissioni del 17%, se non verrà regolato.

Proprio in questi giorni, dal 24 al 28 ottobre, l’International Maritime Association (IMO), organismo dell’Onu, è riunito a Londra per coinciliare il settore marittimo con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sul tavolo c’è un documento di impegno per la lotta alla CO2, firmato da 48 principali compagnie di navigazione del mondo (tra le quali Maersk, Cargill e il Global Shippers’ Forum),  ma ci sono anche i rumors di Cina e Brasile che frenano temendo interferenze sulla loro competitività.

L’aria inquinata dei giganti del mare

La onlus NABU (Nature and Biodiversity Conservation Union) – fondata nel 1899, è la più antica e grande associazione ambientalista tedesca – ha stilato una classifica 2016  sulle prestazioni ambientali delle navi da crociera europee bocciandole tutte come “non raccomandabili” perché “ancora utilizzano olio combustibile pesante“. “L’80% delle navi in Europa non ha un sistema di depurazione dei gas di scarico o semplicemente soddisfa lo standard minimo legale, che richiede giusto il trattamento dei fumi per ridurre le emissioni di zolfo” prosegue il comunicato Nabu dal titolo: Il settore è specialmente brillante nel greenwashing.

cattura-ridotta

L’associazione ‘Cittadini per l’aria’ chiede che le Capitanerie di Porto applichino “con rigore la Circolare 2/2016 del Ministero dell’Ambiente che prevede severi controlli sull’utilizzo di carburanti con tenore di zolfo superiore all’l’1,5% per le navi da crociera e i traghetti”. L’associazione ha chiesto di “rendere accessibili i dati dei controlli e delle sanzioni comminate affinché sia visibile l’impegno delle Capitanerie e quello, positivo o negativo, delle Compagnie”.

Per Nabu solo 11 navi vanno oltre lo standard minimo legale per ridurre l’impatto delle loro emissioni. Miglior performance spetta ad AIDAprima che tuttavia “nonostante gli impegni presi nel 2012 naviga ancora con combustibile tossico e inquinante e senza filtri per la fuliggine”.  La classifica prosegue con Hapag Lloyd “Europa 2” e le più recenti navi di TUI Cruises, “Mein Schiff 3, 4 e 5”.

I dati sono stati forniti dalla Clia (Cruise Lines International Association), organizzazione internazionale delle compagnie crocieristiche. “Sarebbero 23 le navi già dotate di filtro antiparticolato” si difende Clia, ma secondo le analisi di Nabu, ad esempio su Royal carribean, la compagnia dichiarerebbe di aver filtri antiparticolato su dodici navi con un tasso di riduzione di inquinamento del 95%, in realtà non ha un sistema attivo su nessuna delle crociere.

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria afferma che “gli studi della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) confermano il carattere cancerogeno degli scarichi navali e delle particelle di fuliggine, trasportate nell’entroterra per chilometri, le soluzioni tecniche per ridurre le emissioni dei motori diesel (filtri antiparticolato o catalizzatori di ossidi di azoto) sono disponibili ma non vengono adottate solo per garantire un profitto maggiore”.

 

Per la classifica completa clicca qui

 

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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