I giovani del mondo avranno l’occasione di passare dalla protesta alla proposta 

COP25, Madrid (dai nostri inviati) – Alla COP25 di Madrid, l’Italia ha ufficialmente lanciato la pre-COP del 2020 che si svolgerà ad ottobre del prossimo anno a Milano e coinvolgerà i giovani di tutto il mondo.

A darne l’annuncio è stato proprio il Ministro dell’Ambiante italiano, Sergio Costa che già alla COP24 di Katowice nel 2018, aveva annunciato l’impegno del Governo italiano ad ospitare un evento giovani all’interno della COP.

“Abbiamo fatto un percorso di un anno insieme a UK – ha spiegato il ministro ai nostri microfoni -e adesso ufficialmente ospiteremo la pre-COP26 abbinata ad un evento giovani che serve a far confrontare tutti i giovani del mondo che verranno per l’occasione nel nostro paese”.

In questa COP madrilena l’Italia è riuscita ad affermarsi come paese leader sui temi ambientali. Proprio nella giornata di ieri, la Camera ha approvato il decreto clima; il provvedimento normativo che focalizza l’attenzione esclusivamente su questioni ambientali.

“La prima legge italiana per il contrasto ai cambiamenti climatici”, l’ha definita così il ministro Costa durante un evento dal titolo: organizzato presso il Padiglione Italiano allestito qui alla COP25.

Tra le principali novità introdotte dal nuovo provvedimento ci sono: la buona mobilità per le città e le aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria; l’istituzione di un tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica e l’istituzione di un fondo per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi o elettrici.

“L’Italia sta lavorando molto per acquistare una leadership ambientale che non è una conquista narcisa – ha detto Costa -. L’idea è invece di fare, come è nella tradizione italiana, una grande negoziazione. Siamo il paese che ha i più grandi rapporti di partenariato ambientale con il continente africano e siamo quelli che hanno sposato con le NU tutto il contrasto alla desertificazione e al climate change nella fascia del Sahel che è una delle zone più devastate del pianeta. Siamo il paese con il maggior numero di partenariati con le piccole isole del pacifico, li dove il mare si alza e c’è un rischio serio di sommersione”.

“Nessuno si salva da solo”, potremmo riassumere così il pensiero del ministro Costa che ha proposito della leadership ambientale ha concluso dicendo: “Insieme si può. Contano i grandi paesi che hanno grandi potenze economiche ma contano anche le isole cosiddette minori, quelle nazioni che hanno magari un PIL piccolo ma contano quanto contano gli altri perché dobbiamo salvare il pianeta e ci si deve salvare tutti insieme. Questo è lo spazio che l’Italia si vuole ritagliare e su questo stiamo lavorando e sono sicuro che dopo questo governo e questa legislatura, i futuri governi non potranno più tirarsi indietro perché ormai è il pianeta che chiede di fare questo percorso e chiunque si tira indietro va contro la storia”.

 

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