Ecologica, economica-solidale, educativa, religiosa-teologica. Sono le quattro dimensioni in cui si declina, nel Padiglione della Santa Sede, il tema “Non di solo pane”, messaggio che insieme alla frase “dacci oggi il nostro pane” è tradotto in 13 lingue sulle pareti esterne dell’edificio.

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Poco più di 300 metri quadrati di immagini e parole esposte con sobrietà per riflettere sullo spreco delle risorse e la diseguaglianza nella loro distribuzione. Un unico lusso, culturale: un’opera d’arte sacra sui temi dell’espozione: in questo periodo è in mostra l’Ultima cena del Tintoretto, dipinta nel 1561.

Entrando si  è accolti da un’”onda fotografica”: storie, sguardi e volti su conflitto, disequilibrio e de-creazione, i problemi a cui l’uomo va incontro quando rompe il patto con il Creatore. Gesti e responsabilità umane impattano sull’ambiente, fonte del cibo, e quindi sulla società.

Al centro del padiglione una tavola imbandita virtuale. Sull’ultima parete, tre filmati da Burkina Faso, Ecuador e Kurdistan iracheno. stimolano a ripensare gli stili di vita e le soluzioni ai problemi legati a cibo e acqua, definita “il pane di Dio”.

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Alla fine della visita la parola passa al visitatore, invitato a impegnarsi in prima persona nella solidarietà. La presentazione dell’enciclica “Laudato sii” avverrà a Roma, e al Padiglione della Santa Sede qui ad Expo non sono previsti eventi in contemporanea. Ma da oggi il blog della Caritas Ambrosiana, expoblogcaritas.com, proporrà ogni giorno una frase dell’enciclica accompagnata da una delle foto in mostra nel padiglione.  “Pane quotidiano” per la riflessione sui temi ambientali e sociali, che sarà diffuso tutte le mattine  alle 8.30 anche sui social network, con l’hashtag #LaudatoSi.

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