Perugia, Festival Internazionale del Giornalismo 2019 – Criminalità, mafia e informazione, questi gli argomenti al centro di molte conferenze. Tra gli ospiti più importanti Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale antimafia, che si è concentrato sul rapporto Stato-mafia e i suoi ultimi sviluppi. E poi Francesco Vitale, caporedattore di cronaca del Tg2, che ai microfoni di Giornalisti nell’erba ha spiegato come “negli ultimi anni la mafia non fa più notizia, bisogna ritornare a raccontarla, a portarla al pubblico nel modo corretto”.

La mafia non può essere descritta in maniera superficiale, è un terreno insidioso che va compreso e assimilato per poter spiegare le sue complessità. “In un mondo governato dall’immediatezza dei social c’è bisogno di un ritorno all’esaustività dei reportage per dare autenticità al racconto – sottolinea ancora Vitale – il lavoro sotto copertura è l’unico capace di penetrare le realtà criminali, mentre prendere in mano un cellulare o una telecamera e intervistare senza criterio persone che vivono nei quartieri caldi crea solamente diffidenza e ostacoli le indagini”.

Descrivere la criminalità necessita di meno velocità e più approfondimento, “solo così avremo una conoscenza vera e una consapevolezza profonda delle realtà mafiose e questo è nell’interesse di tutti”, conclude Vitale.

Intervista a Francesco Vitale

Servizio di Raffaele Bianco ed Elena Zitti

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