altCinque giorni a Perugia, dal 24 al 28 aprile, per parlare di giornalismo, di social media, di crisi editoriale, di carta e web, di google e facebook, twitter e modelli di business editoriale, agenzie di stampa, bavaglio, precariato ed equo compenso, mobile journalism, citizen journalism, data journalism ma anche reportage, calcio e giornalismo, long form, cyberattivismo, comunicazione social, storytelling, disinformazione, bufale, fact-checking digitale e persino d’ambiente (quattro eventi, qui articolo dedicato). La VII edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (#ijf13), idea e realizzazione di Arianna Ciccone e Chris Potter con l’aiuto degli sponsor Unicredit, Tim, Sky, Carsberg, Nestlé, Enel, si annuncia ricca eppure sempre No paywall: tutti gli eventi, più di 200 con oltre 400 speaker, sono gratuiti e aperti al pubblico, grazie agli sponsor e anche grazie ai volontari, studenti e aspiranti reporter di tutto il mondo, una vera community organizzata con i social network che, dice Ciccone, “vive dentro e fuori la rete indipendentemente dal festival”.

Ma ha senso celebrare il giornalismo in un momento in cui le testate tradizionali sono in declino per la carenza di introiti pubblicitari e ancora non si è trovata una soluzione economica per le iniziative editoriali sul web? Ha senso parlare ancora di giornalismo, inteso come professione, quando i lettori sono sempre più giornalisti essi stessi? “Allo stato attuale, non si può celebrare il panorama esistente, governato così com’è dall’incertezza sul futuro della professione, dei modelli di riproducibilità, sulla lenta e inesorabile mutazione dei contenuti – orientati sempre più al mobile, dove però Google e Facebook detengono da soli quasi il 70% delle entrate pubblicitarie – alla ricerca di un business model che fatica ancora a imporsi – rispondono Potter e Ciccone –  L’appuntamento del Festival Internazionale del Giornalismo non può che essere quindi un momento di scambio e dibattito sullo scenario attuale, un punto sulla situazione in questo passaggio decisivo”.  Ecco infatti in programma Emily Bell, Una delle voci più importanti e apprezzate nel panorama mediatico britannico e internazionale: dopo anni alla guida del settore digitale del Guardian e numerosi riconoscimenti, ha collaborato a fine 2012, con C. W. Anderson e C. Shirky, alla stesura di uno dei saggi più influenti degli ultimi anni sul futuro dei media digitali: “Post-Industrial Journalism: Adapting To The Present”. E Mathew Ingram, giornalista e blogger canadese letto e quotato in tutto il mondo, presenza costante nei dibattiti in rete sui media in genere, digitali e non: sempre capace di un punto di vista interessante e acuto, è tra gli autori principali dei siti GigaOM e PaidContent, punto di riferimento internazionale per quanto riguarda l’editoria online e l’hi-tech. Harper Reed, Chief Technology Officer (CTO) per la campagna di Barack Obama. Poi gli appuntamenti, panel discussion e workshop, sul Data Journalism, interessantissimi, realizzati in collaborazione con European Journalism Center e Open Knowledge Foundation; quelli in collaborazione con Online News Association, la più grande associazione a livello mondiale di giornalisti che si occupano di informazione digitale (6 eventi sul tema Digital Evolution: Staying ahead of the Curve); quelli sul giornalismo investigativo… gli incontri con Ezio Mauro (twitterview), con Yoani Sanchez, che racconterà per la prima volta in Italia la sua battaglia a colpi di post contro il regime di Fidel Castro, con Mario Calabresi, con Concita De Gregorio, Beppe Servegnini, Bernardo Valli, Giuseppe Cruciani, Sarah varetto, Lucia Annunziata, Pietrangelo Buttafuoco, Fulvio Abbate, Patrick Waterhouse, direttore di Colors Magazine, Vittorio Zucconi… Tantissimi i workshop, su temi vari, dalle querele all’uso di LinkedIn, dal Data Journalism al live blogging,m dal fact-checking al free or pay…

E ancora serate teatrali con Paolo Rossi e Gian Antonio Stella, o con Luca Valtorta direttore di XL, e Manuel Agnelli, Davide Toffolo, Roberta Sammarelli ecc. Libri e relative presentazioni (come Paolo Giordano e il suo “Il corpo umano”, racconto della guerra in Afganistan presentato insieme alla Annunziata; Eredità, di e con Lilli Gruber, Sfidare padri e mariti, storie di donne di ìndragheta con Lirio Abbate; Vertigine digitale di Andrew Keen; Fare bene il giornalista senza finire sotto processo, con Goffredo Buccini ecc). C’è l’Hackers’ Corner, ossia 14 workshop con alcuni dei maggiori esperti italiani. per dare vita a un dialogo aperto e continuo sull’importanza del dominio della tecnologia e degli strumenti utilizzati nella professione in contesti delicati e in ambienti repressivi o insicuri. Hacker’s Corner è ideato e coordinato dal Prof. Giovanni Ziccardi, direttore del corso di perfezionamento in Computer Forensics e Investigazioni Digitali dell’Università degli Studi di Milano, e da Claudio Agosti, presidente del Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights. E pure l’Hackathon, dedicato agli open data. I dati aperti possono essere un’occasione per tutti, per incrementare l’attendibilità dell’informazione, contribuire a un processo di maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione, coinvolgere i cittadini: da queste convinzioni è nata l’idea di un hackathon promosso da alcuni degli attivisti della Community Spaghetti Open Data e dei capitoli italiani di Hacks&Hackers (nati lo scorso anno proprio a Perugia durante il Festival). Giornalisti, hackers, attivisti, cittadini e chiunque vorrà partecipare daranno vita a una giornata sperimentale, una maratona tra codice, notizie e dati per scambiare conoscenze e dare un contributo sull’innovazione del giornalismo. E ancora, mostre: Exhibition 2.0. Eccone alcune: “Inside Carceri” (dal web-doc prodotto dai reporter di Next New Media insieme agli attivisti dell’Osservatorio Antigone, una galleria fotografica sui tre mesi di inchiesta e interviste nei 25 istituti di detenzione italiani visitati, fra sovraffollamento, condizioni sanitarie, edilizia precaria),  “Syria” (il viaggio del fotografo francese Olivier Voisin nella Siria devastata dalla guerra civile, tra i campi rifugiati al confine con la Turchia e la guerriglia per le strade di Aleppo. Il dolore di un Paese raccontato nei volti in bianco e nero. Olivier Voisin ha perso la vita il 24 febbraio scorso in seguito alle ferite riportate durante i combattimenti nella città di Hamah, in Siria, dove era andato per raccontare le atrocità della guerra, al seguito dell’Esercito Siriano Libero. Avrebbe dovuto partecipare al Festival in uno dei panel dedicato alla Siria. Questa mostra è un omaggio alla sua memoria), “Simpson: making the headlines” (la raccolta, tratta da simpsoncrazy.com, di tutti i titoli di giornale comparsi in sedici stagioni della serie animata The Simpson, in ordine di apparizione e con riferimento alla testata. Che si tratti del famigerato Springfield Shopper o un giornale frutto dell’immaginazione di Homer).

Il tutto, seguito in diretta da Radio Capital, che trasmetterà Lateral, rassegnna stampa obliqua, dal festival di Perugia, e da Radio 24, tramite la Zanzara di Giuseppe Cruciani.

“Il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia – dicono orgogliosamente e giustamente Arianna Ciccone e Chris Potter – è un evento unico nel panorama internazionale, grazie al format: più di 200 eventi con oltre 400 speaker a ingresso libero e aperto a tutti. Il nostro motto è ‘No paywall here!’ proprio per comunicare questa caratteristica che rende unica la manifestazione, considerando che altri eventi internazionali, organizzati con speaker di alto profilo, prevedono sempre un registration fee anche abbastanza elevato e per molte persone ‘inaccessibile’”.

La VII edizione del Festival si terrà a Perugia dal 24 al 28 aprile: cinque giorni tra keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre, e come sempre protagonisti della manifestazione giornalisti da tutto il mondo.

L’hashtag ufficiale della manifestazione è #ijf13

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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