Roma 22 novembre 2017 – Per la prima volta in Italia, un Ministero mette a punto un piano di riduzione per la quantità dei rifiuti prodotti negli uffici. L’obiettivo è puntare ad una diminuzione pari al 70% entro 4 anni. È quanto detto questa mattina dal Ministro Galletti presso la sala stampa del Ministero dell’Ambiente in via Cristoforo Colombo. A spiegare l’iniziativa, chiamata “Buon Esempio“, c’erano insieme al Ministro il Direttore generale per i Rifiuti e l’inquinamento del Ministero Mariano Grillo e Roberto Cavallo di AICA.
“L’idea è far partire dal Ministero dell’Ambiente il Buon Esempio per le altre istituzioni, motivo per cui abbiamo chiamato così il piano – dichiara Galletti – Si parte da qui per estenderlo ad altre amministrazioni pubbliche come comuni e regioni. È un piano che si batte per l’educazione, serve a formare una cultura ambientale, e la scienza, perché da sola la buona volontà non basta, c’è bisogno di individuare con studi scientifici quali azioni sono compatibili con il proprio lavoro per produrre meno rifiuti possibili. Inoltre, sottolinea l’importanza dei piccoli gesti, posseggono un valore etico e morale più alto di quello che sembra. Valore che si collega all’Accordo di Parigi, dove la diminuzione dei rifiuti può portare ad un meno 4% delle emissioni nazionali. Quindi, se interveniamo sulla quantità riduciamo pure la CO2, e da un punto di vista economico, i rifiuti rappresentano il modo meno costoso per tagliare le emissioni”.

Per presentare l’iniziativa si è scelto questo periodo non a caso, siamo infatti all’interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR). Il progetto è frutto di uno studio iniziato nel biennio 2016-2017 focalizzato sull’analisi dei rifiuti generati nei vari uffici del Ministero. I dati emersi rivelano che il 45% degli scarti consiste in carta da ufficio, più altri tipi di carta che complessivamente pesa per il 17%. Rifiuti organici e avanzi di cibo rappresentano il 15% del totale, seguono plastica mista con il 9% e secco residuo con il 5% (il resto è fatto da altre tipologie di rifiuto come vetro, farmaci e metalli).
Una volta conclusa la prima fase di valutazione, la seconda ha stabilito priorità di intervento per la riduzione. Adesso, per dare il “buon esempio”, toccherà ai dipendenti seguire le indicazioni emerse dalla fase di studio. Linee guida che saranno affisse in vari pannelli del dicastero e contenute anche in un pieghevole, pensato per durare nel tempo.
Il decalogo di queste buone pratiche si basa sul principio che la comunicazione ambientale è più efficace se basata su condivisione e coinvolgimento.

Facebook Comments

Post a comment