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Bovino (Foggia), 14 marzo 2015 – L’avevano annunciato nel numero di “Parola nostra”, il giornale scolastico con cui si sono piazzati tra i vincitori dell’ottava edizione del Premio di giornalismo Giornalisti Nell’Erba: volevano essere – loro, gli alunni dell’Istituto comprensivo di Bovino, Panni e Castelluccio dei Sauri, in provincia di Foggia – il motore della raccolta degli oli esausti, un servizio importante che dalle loro parti non c’era.

Alla fine ce l’hanno fatta: il 12 febbraio il Consiglio di istituto ha deciso di sottoscrivere un protocollo di intesa con la ditta So.Mi. Ambiente s.r.l., specializzata nella raccolta degli oli alimentari esausti.

Il progetto, che durerà fino alla fine dell’anno ed è automaticamente rinnovabile, funziona così: gli alunni, armati di 600 bidoncini che sono stati loro consegnati, raccolgono a casa e in giro per i loro tre paesi gli oli alimentari esausti (olio delle fritture, della conservazione di cibi in scatola, e altri residui di oli alimentari “puliti”, senza tracce di acqua o altri liquidi) e in giorni stabiliti li portano a scuola, riversandoli in bidoni più grandi, da 500 litri ciascuno. La So.Mi. Ambiente è incaricata in esclusiva di raccogliere gli oli, e lo fa gratuitamente. Ma non solo: la società si è impegnata a comunicare alla scuola quanto olio è stato raccolto in ciascuno dei tre plessi, e ad omaggiare con una fornitura di materiali didattici il plesso che ne consegnerà il maggior quantitativo. 

Essere sostenibili – come volevasi dimostrare – conviene. Almeno tre volte: l’olio vegetale esausto, molto inquinante se finisce nel terreno o nelle acque, viene rigenerato e trasformato in materia prima per la produzione di lubrificanti minerali per asfalti e bitume, di combustibili e biodiesel; aumenta la raccolta differenziata; gli studenti si rendono protagonisti di un’iniziativa concreta a beneficio del loro territorio.

Ora è partita la gara fra i  tre plessi per individuare il più “riciclone” che avrà in premio il materiale scolastico. Ma a vincere, si può dirlo senza retorica, saranno tutti: scuola, ambiente e comunità.

 Questo olio a chi lo do…

“L’olio esausto, se non smaltito correttamente, può causare gravi danni all’ambiente. Se disperso nel terreno – scrivono gli alunni e i docenti dell’Istituto Comprensivo di Bovino, Panni e Castelluccio dei Sauri – è nocivo per la vegetazione perché ostacola l’assunzione delle sostanze nutritive e rientra nella catena alimentare, inoltre impedisce l’ossigenazione delle falde acquifere, rendendo l’acqua non potabile. Se buttato nel lavandino e nei tubi di scarico,crea invece seri problemi al funzionamento dei depuratori ed inquina i mari e l’ambiente circostante.  L’ olio raccolto non solo consente di evitare la difficile depurazione, che causa molti problemi economici per la manutenzione degli impianti, ma può avere anche nuova vita perché, dopo un processo di rigenerazione, diventa materia prima per la produzione di lubrificanti minerali per asfalti e bitume, di combustibili e biodisel”.

Ilaria Romano

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