Se vi dovesse capitare di imbattervi in cozze con uno strano puntino verde luminoso, non preoccupatevi, non sono cozze aliene. Sono le Robomussels, cozze robot progettate da Brian Helmuth e dal suo team della Northeastern University per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle specie marine.

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La peculiarità di questa ricerca è che non vengono studiate le temperature dell’aria o dell’acqua, ma direttamente la situazione dei molluschi. Negli ultimi 18 anni ad intervalli regolari di dieci minuti le robomussels hanno raccolto dati per aiutare gli scienziati. Il troppo caldo provocato dai cambiamenti climatici produce stress nelle cozze, rendendole meno idonee a svolgere le normali funzioni; influisce sulla loro alimentazione e riproduzione, perché rende la sopravvivenza molto più dispendiosa dal punto di vista energetico; in situazioni estreme può infine distruggere le proteine delle cozze, lo stesso effetto che si ha quando vengono cotte.

Per rendere la ricerca il più precisa possibile, Helmuth e il suo team hanno effettuato diversi test per rendere le robomussels uguali alle cozze. Per trovarsi nelle stesse condizioni dei mitili, i sensori dovevano infatti avere la stessa forma, le stesse dimensioni e lo stesso colore, ma non solo. Era fondamentale trovare un materiale che avesse la stessa inerzia termica della specie marina, cioè la tendenza a riscaldarsi o a rallentare la velocità di riscaldamento, motivo per cui sono stati fatti moltissimi test.

La scelta delle cozze non è casuale. Questa specie infatti produce biodiversità e crea habitat per altri animali, per cui la morte di un banco di cozze comporterebbe la scomparsa di tutto ciò che viveva lì intorno.
“I dati ottenuti ci dicono dove e quando cercare gli effetti del climate change – ha affermato Helmuth – Se vediamo un sito in cui le temperature sono appena al di sotto di quelle che possono uccidere le cozze, possiamo agire, in modo da salvare la biodiversità e soprattutto da individuare i siti migliori e quelli peggiori per l’allevamento dei mitili”.

Robomussels è un metodo innovativo di rilevamento degli effetti dei cambiamenti climatici, grazie soprattutto al cambio di prospettiva da cui guardare il problema. “Assumere una visione del mondo e dei cambiamenti ambientali centrata sul non-umano – spiega Helmuth – permette di vedere modelli completamente diversi che potremmo finire per perderci del tutto”.

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Sono laureata in Scienze della Comunicazione ed iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, sezione pubblicisti. Ho studiato Fisica per tre anni, ma ho deciso di reinventarmi per seguire la mia strada. Raccontare, comunicare, rendere partecipi tutti di quello che succede nel mondo, senza pregiudizi, solo con passione. Perché è l’informazione l’arma più grande che abbiamo a nostra disposizione.

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