Che San Francesco fosse amico della natura è indubbio. Che Papa Francesco abbia scelto quel nome non a caso e abbia poi lanciato l’enciclica ambientalista Laudato Si significa certamente che si è aperto un nuovo corso, non solo amico della natura, ma impegnato politicamente anche nel dibattito internazionale sui cambiamenti climatici e sulla sostenibilità. E ora arrivano anche fatti concreti, come la svolta green del Sacro Convento di Assisi. Il 28 settembre, infatti,  al Ministero dell’Ambiente, con il ministro Galletti presente, la Custodia Generale del Sacro convento di Assisi ha firmato il protocollo d’intesa con l’Arpa Umbria e con Sisifo – Sostenibilità e Resilienza, per la realizzazione di un progetto di sostenibilità del complesso monumentale che toccherà tutte le attività, dalla vita dei frati, all’accoglienza dei pellegrini, fino alle attività delle Basiliche di Assisi, allo scopo di identificare le migliori e le più efficienti modalità operative di gestione con un basso impatto ambientale.

“L’amore per l’ambiente, porta con sé valore e guadagno a più livelli – ha spiegato padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi – innanzitutto l’abbattimento dei costi e il rendimento dell’investimento , poi il contributo concreto portato alla cura della casa comune che è la terra”. Per il Direttore Generale di Arpa Umbria, Walter Ganapini: “ La terra è un sistema finito, dotato di una capacità limitata di rigenerazione delle risorse e di assorbimento dei rifiuti e la vita di sistemi sociali ed ecologici è possibile solo riconoscendo e rispettando i vincoli posti dall’ambiente naturale”.

Per Giuseppe Lanzi, AD di Sisifo: “ In effetti più che un semplice progetto, quello iniziato ad Assisi è un vero e proprio cammino, vorrei dire pellegrinaggio di conversione ecologica, che ha l’ambizione di evolversi fino a diventare un modello replicabile si in altri complessi monumentali, sia in importanti strutture meta di pellegrinaggi, ma anche diverse tipologie di comunità chiuse”.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti definisce “importante questo protocollo per due motivi: perché porta avanti il processo di efficienza energetica su cui siamo già impegnati nel Complesso monumentale come in tutto il Paese e perché porta con se’ un messaggio elevato di educazione ambientale, in linea con la storica Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco”.