Aggiornamento del 21/11/2018: Ciconte, insieme a Stefano Liberti, firma un’interessantissima inchiesta su Internazionale dal titolo “Il prezzo occulto del cibo a basso costo”:

Fabio Ciconte, di Terra Onlus, ha una visione che spazia su altri fronti. Quando parla di olio di palma, il suo pensiero va anche alla campagna “Filiera sporca“, condotta da Terra! qualche tempo fa. Guarda anche i fatti di casa nostra, non molto dissimili da quelli delle coltivazioni tropicali dal punto di vista dei diritti umani. Pomodori, ad esempio. Agropontino. Rosarno, caporalati ia Saluzzo, in Puglia, in Campania… Esempi di sfruttamento del lavoro su larga scala. Ma anche di carta, che non è un prodotto alimentare e fa meno presa sui consumatori. Una filiera dove l’origine non è mai certa, perché la tracciabilità non riguarda la salute e quindi interessa meno.

Terra, nel 2010-2011, ha condotto anche “Tigri di carta”, una campagna sulle deforestazioni dovute a sfruttamento del legname e carta in Indonesia, ma con il coinvolgimento di imprese italiane. Perché molta della cellulosa proviene da lì, dalle compagnie asiatiche capeggiate dalla Asia Pulp and Paper. “Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni – spiegano Sergio Baffoni e Fabio Ciconte di Terra!  – Chi acquista i suoi prodotti, diventa involontario complice della distruzione in corso nelle foreste indonesiane. La APP vanta di avere la certificazione PEFC, ma dall’inizio delle sue operazioni, nel 1984, questo gruppo industriale ha trasformato in carta un milione di ettari di foreste pluviali nella sola isola di Sumatra, senza risparmiare aree ricche di carbonio con gravi conseguenze sul clima globale”.

Sappiamo sempre molto poco di quel che consumiamo. “Se poi si parla di prodotti che non si mangiano, dalla carta al mobilio, dal cuoio ai carburanti, sappiamo ancora meno”. Le etichettature non esistono.

“La battaglia su olio di palma è stata portata avanti grazie al fatto che si tratta anche di cibo, nutrimento, che per gli italiani è estremamente importante”, dice Ciconte. “La tattica di toccare temi dal punto di vista della salute è legittima, ma mi dispiace un po’ che non si riescano a fare altrettante battaglie su questioni ambientali o sociali. Quando si parla di cibo e salute, la trasparenza e relativi regolamenti vengono imposti. Ma, tanto per dire, della carta igienica non sappiamo niente. Non c’è scritto niente, l’unico elemento è una eventuale certificazione FSC, che non è certo una garanzia, ma intanto è l’unica che abbiamo. La provenienza di quelle fibre  non è indicata. Lo sarà mai?”.

Tornando all’esempio del caporalato, continua Ciconte, bisogna partire dalle cause del caporalato: “La causa non è il caporale cattivo con la frusta; la causa è nella filiera che si nutre di questo sfruttamento. Questo avviene quando la filiera ha bisogno di scaricare i costi. Una passata di pomodoro mi costa 40 cent. Devo recuperare quel costo. Sul costo del lavoro e sulla qualità del prodotto. Il fatto è che stiamo trasformando la filiera in commodities. L’importante è che il pelato sia di quelle misure, per essere venduto in quello scaffale. La commodity rende tutto indistinto. Il petrolio è petrolio: non c’è il doc. Ecco cosa sta succedendo: stiamo trasformando tutti i prodotti in cose come il petrolio. E così cancelliamo la storia che abbiamo dietro, le popolazioni, gli ecosistemi, le biodiversità. Il problema lo abbiamo anche qui, in casa nostra, in Italia, non solo in Indonesia”.

 

 

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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