“Non pensavo che la pelle facesse attenzione anche al momento in cui mangiamo”, Joseph Takahashi, a capo del suo team dell’University of Texas Southwestern Medical Center, commenta così la sua nuova scoperta scientifica.

Mangiare fuori pasto, fare gli spuntini di mezzanotte ha delle ricadute negative sulla nostra abbronzatura. Questo è il verdetto preliminare che emerge da studi in laboratorio condotti su topi. Mangiare in modo irregolare disturba i ritmi scanditi dall’orologio biologico della pelle, danneggiando e riducendo la produzione dell’enzima che protegge dalle scottature.

L’esperimento condotto in laboratorio è stato realizzato con l’aiuto di due gruppi di topi: a uno è stato dato il cibo come loro consuetudine di notte, all’altro di giorno, quindi in un momento per loro anormale dato che si tratta di animali notturni. “Una volta nutriti li abbiamo sottoposti alla luce ultravioletta e notato che quelli che avevano mangiato fuori orario subivano danni alla pelle, e i danni erano ben maggiori di giorno che durante la notte” racconta Takahashi.

Per spiegare – almeno in parte – queste osservazioni, i ricercatori ipotizzano che “l’enzima che ripara la pelle danneggiata dai raggi ultravioletti ossia lo xeroderma pigmentosum group A, cambia il suo ciclo giornaliero, rendendolo meno attivo durante il giorno”. I topi che hanno mangiato di sera, come da loro abitudine, non hanno mostrato anomalie nei cicli di questo enzima e sono risultati meno vulnerabili agli effetti dei raggi ultravioletti durante il giorno.

Chiaramente non si possono fare immediati parallelismi con l’uomo, serve approfondire gli studi prima di dare una conferma definitiva, ma questi risultati indicano che chi mangia tardi la notte è più vulnerabile alle scottature e ai loro effetti a lungo termine, come l’invecchiamento della pelle e il tumore della pelle.

Ed è probabile che come avviene nei topi se si mangia normalmente, secondo i propri ritmi, si avrà una migliore protezione dai raggi ultravioletti durante la giornata. “Con spuntini fuori pasto invece si potrebbero avere cambiamenti dannosi nell’orologio biologico della pelle”, conclude Takahashi.

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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