Pubblicato l’11 maggio su The Lancet il Global Burden of Disease Study, la ricerca commissionata dalla fondazione di Bill Gates che, esaminati i dati sull’alimentazione di 195 Paesi negli ultimi 27 anni (tra il 1990 e il 2017) relativi a 15 cibi consumati in quantità più o meno elevate, valuta l’impatto complessivo dei diversi nutrienti sulle patologie croniche legate all’alimentazione, dalle malattie cardiovascolari, al diabete fino ai tumori.

Sono le “mancanze” di particolari nutrienti, piuttosto che gli eccessi di altri, a causare il maggior numero di malattie non trasmissibili.

E in particolare, nei Paesi ad elevato livello di benessere socio-economico fra cui anche l’Italia, la mortalità per cause alimentari è correlata principalmente all’eccessivo consumo di sodio e a un’assunzione insufficiente di cereali integrali, frutta fresca e secca, semi, vegetali e alimenti ricchi di omega 3 e fibre. 

L’eccesso di carni rosse e di quelle processate risultano in fondo alla classifica.

Nel 2017, sono stati attributi a fattori di rischio alimentare ben 11 milioni decessi e 255 milioni di malattie. In particolare, 3 milioni di decessi e 70 milioni di malati ad eccesso di sodio,  3 milioni di decessi e 82 milioni di malati al basso apporto di cereali integrali, e 2 milioni di morti e 65 milioni di malati ad un basso apporto di frutta a livello globale e in molti paesi.

Globalmente, il consumo di bevande zuccherate (49 g al giorno) era molto più alto dell’assunzione ottimale. Analogamente, il consumo globale di carne lavorata e sodio erano molto al di sopra i livelli ottimali. L’assunzione globale di carne rossa era maggiore del 18% rispetto all’assunzione ottimale.

Le malattie cardiovascolari sono state la principale causa di decessi legati all’alimentazione (10 milioni morti e 207 milioni di ammalati), seguiti da tumori (più di 900 mila morti e 20 milioni di ammalati) e diabete di tipo 2 (circa 350 mila decessi e 24 milioni di ammalati). Oltre 5 milioni di decessi e 177 milioni di malattie correlati all’alimentazione si sono verificati tra gli adulti di età inferiore ai 70 anni.

Tra le 21 regioni GBD, nel 2017 le percentuali più basse di decessi standardizzati e di malattie da queste cause si sono registrate nell’Europa occidentale, Africa occidentale sub-sahariana e Asia sud-orientale.

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