Siena (dalla nostra corrispondente) – Un meraviglioso luogo come la Toscana, dove il cielo è azzurro, le colline verdi e le vaste distese di vigne, che con i loro colori sgargianti attraggono il pubblico turistico, sta affrontando i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Fortunatamente la Toscana, con le sue montagne, le sue vallate, il suo mare, il suo patrimonio ambientale, è sempre stata tutelata come una figlia. Da sempre offre svariate risorse alimentari di cui andare fieri nel mondo quali ortaggi, olio e vino e diverse case e rifugi per gli animali ma piano piano tutto sta cambiando come nel resto del mondo. Anche lei sta subendo le drastiche conseguenze provenienti dall’inquinamento. Ma proprio perché la Toscana è così amata e così speciale, molti Comuni di diverse città si stanno attivando per cambiare la situazione.

Siena, città medievale collocata nel cuore della Toscana, sta cercando di sensibilizzare i suoi cittadini sui cambiamenti climatici. Da molti anni la provincia di Siena ha deciso di adottare un nuovo sistema, ovvero ridurre le emissioni di CO2 e anzi andare in attivo, al 102%. “Siena carbon free”, è questo il nome del progetto partito nel 2013. Con lo scopo di avviare questo sistema nel 2015, Siena è riuscita ad anticipare di ben 2 anni i tempi avviando questa brillante idea. Adesso Siena è la prima area vasta ad emissioni zero in Europa. Questa nuova iniziativa è stata riconosciuta a livello internazionale ed ora sta facendo il giro delle province per riuscire a creare una “Toscana carbon free”. Tale progetto viene esposto nelle scuole e nelle Università per cercare di sensibilizzare anche i più giovani. Grazie alle metodologie suggerite da IPCC e Università degli Studi di Siena, questo luogo incantevole è riuscito ad ottenere una città più sicura e riparata. Dopo cinque anni di sperimentazione del programma i risultati sono ottimi. Siena ha ottenuto con questo sistema un saldo di riassorbimento di anidride carbonica del 102%. Tutte le città dell’Italia dovrebbero prendere spunto da come si stanno comportando i senesi e dalle soluzioni che stanno adottando a tutti i problemi.

Il 21 novembre 2018 è partita la campagna di comunicazione anti smog: “Aria di Toscana”. È incentrata sul cittadino e sulle responsabilità che esso ha. È stata presentata dall’assessore dell’Ambiente Federica Fratoni, che ci spiega come il singolo individuo può fare la differenza. Questa campagna sottolinea che se non accendiamo fuochi all’aperto, stufe a pellet, motori diesel e camini, questi singoli cambiamenti possono aiutare molto a risanare il nostro ambiente. Non solo, possono anche migliorare le nostre vite. Bruciando una tonnellata di potature creiamo molto più danno di quanto non si creda. Questo è dovuto alle piccole polveri che fuoriescono dalle potature. Possono creare molto più inquinamento di un inceneritore o di un’industria che brucia materiale equivalente. Purtroppo i falò non posso avere filtri che permettono di ridurre almeno del 80% le emissioni. Se invece per il biossido di azoto, analizziamo le centraline dove viene calcolato il traffico, possiamo decifrare che sono le macchine diesel quelle che inquinano di più. L’individuo è più propenso a comprare un’auto che costi meno, ma che inquini di più di una che costi di più ma inquini meno. Invece no, dobbiamo fermarci. Riflettere. Prima viene l’ambiente che ci garantisce una vita sana, e poi vengono le preferenze. Uno dei periodi più critici per l’inquinamento di PM10 è quello che va dall’1 novembre al 31 marzo. Ed è proprio il momento di agire. Questa campagna viene pubblicizzata in molti modi, sui social media, poster, dépliant, video e anche lezioni didattiche.

Molte delle iniziative create per combattere l’inquinamento nascono anche a Firenze. Nelle campagne fiorentine ad esempio i protagonisti sono i pioppi bianchi che sequestrano l’anidride carbonica. Poi c’è l’abete di Douglas che oramai da anni sconfigge PM10, e infine c’è il faggio, specializzato nell’assorbire l’ozono e il biossido di azoto. “Piano sulla qualità” è una delle tante campagne che nasce a Firenze. Tratta anch’essa l’argomento dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. È un progetto molto ambizioso e difficile da raggiungere entro il 2020. Firenze sta cercando di ridurre l’impatto che ha il PM10.

L’inquinamento è un problema che creiamo noi tutti e che in qualche modo dobbiamo risolvere. Lentamente stiamo distruggendo la terra per dei nostri errori che ora vanno corretti. Le cause della distruzione dell’ambiente sono molto probabilmente causate anche dal degrado sociale che porta ad avere un atteggiamento scorretto nei confronti della terra. Noi tutti dovremmo prendere qualche spunto anche dalle campagne che sta facendo la Regione Toscana. L’individuo fa la differenza, ma una comunità intera la fa ancora di più. Non è vero che è troppo tardi per tornare indietro, noi possiamo fare la differenza.

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