Sugli inceneritori, i rifiuti e l’economia circolare non c’è sintonia al governo. E’ di ieri il social-scontro tra il ministro Costa e il vicepremier Di Maio da una parte e l’altro vicepremier Matteo Salvini dall’altra.

Salvini chiede in video nuovi inceneritori in Campania. Il ministro dell’Ambiente Costa gli risponde a stretto giro su facebook: “Quello che ho sempre detto, e quello per cui stiamo lavorando dal primo giorno, non cambia. L’incenerimento è il fallimento del ciclo integrato dei rifiuti.  Ed è anche scritto nel contratto di governo. Stiamo lavorando senza sosta per portare l’Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall’ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Stiamo completamente ribaltando il paradigma economico, come anche prescritto nel contratto di governo.  Stiamo puntando ad una politica sulla riduzione del rifiuto alla radice. La campagna plastic free o la normativa end-of-waste, non costituiscono atti simbolici o di facciata, ma sono delle azioni concrete. Sono il futuro. Noi dobbiamo produrre meno rifiuti e quello che produciamo va riciclato o riusato. Basta con l’incenerimento.  È per questo che abbiamo creato una competenza apposita sull’economia circolare, è per questo che stiamo scrivendo le norme per regolamentare l’end of waste. È per questo che vogliamo anticipare la direttiva europea sullo stop alla plastica usa e getta. Non possiamo permetterci di bruciare risorse economiche, e anche posti di lavoro, creando danni ambientali e alla salute.  Come tantissimi imprenditori del settore hanno sottolineato, questa gestione virtuosa dei rifiuti è il futuro. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive nel passato. Un passato che ha mostrato tutti i suoi limiti.  Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo integrato dei rifiuti è fallito”.

E Di Maio: “La camorra ha investito sul business degli inceneritori. Questo è il passato che non vogliamo più. Il futuro che vogliamo in tutta Europa è senza inceneritori e senza camorra”. E ancora: ” Quando si viene in Campania e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali (provenienti da tutta Italia) non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo. Lotta alla contraffazione, contrasto alle organizzazioni criminali, video-sorveglianza del territorio, bonifiche ed economia circolare. Tutte cose che sono nel contratto e che stiamo affrontando con il Ministero dell’Ambiente di questo Governo”.

 

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