In marcia verso COP24 a ritmo di talanoa. Tracciata a Bonn la via del dialogo per l’accelerazione degli impegni dell’Accordo di Parigi. Tra tappe incardinate nel documento di COP23 ed altre che vi entrano comunque a pieno titolo, gli appuntamenti partono il 4 dicembre, di nuovo a Bonn all’UNFCCC fino all’8, per le analisi tecniche dei report sugli aggiornamenti biennali.

Il 12 dicembre è Parigi il luogo d’incontro: in occasione del 2°anniversario dell’Accordo di Parigi, Macron invita un centinaio di capi di stato al “One planet summit” per “dar conto delle prime vittorie e redigere il futuro piano di battaglia”, nonché invita ong e imprese per mobilitare la comunità internazionale sui finanziamenti necessari per la salvaguardia del clima.

A gennaio formalmente parte “il dialogo di Talanoa”, metodologia fijana di trattativa già di fatto sperimentata durante COP23 e messa a punto anche con il presidente della precedente COP marocchina, che guiderà le trattative fino al passaggio del testimone alla Polonia per COP24 (Katowice 3 – 14 dicembre 2018).  

Di fatto, quindi, i “dialoghi di facilitazione tra le Parti” previsti per la COP del 2018 per fare il punto sugli sforzi e i progressi verso gli obiettivi dell’Accordo di Parigi così da anticipare i rialzi delle ambizioni, sono già iniziati.

Le caratteristiche del dialogo facilitativo approvate nel documento sono queste: “dovrebbe essere costruttivo, facilitativo e orientato alle soluzioni; non dovrebbe portare a discussioni di natura conflittuale in cui singole parti o gruppi di parti siano individuati; sarà condotto nello spirito della tradizione pacifica del Talanoa”.

Il Talanoa – si spiega nel documento UNFCCC con tanto di grafici – “è un approccio tradizionale utilizzato nelle Figi e nel Pacifico per impegnarsi in un dialogo inclusivo, partecipativo e trasparente. Lo scopo del Talanoa è condividere storie, costruire empatia e fiducia. Durante il processo, i partecipanti avanzano le loro conoscenze attraverso una comprensione comune, si crea una piattaforma di dialogo, che si traduce in un migliore processo decisionale per il bene collettivo.

Secondo i Fijiani, concentrandosi sui benefici dell’azione collettiva, questo processo sarà la base della fase decisionale e porterà avanti l’agenda del clima globale.

Funziona in modo semplice e ci auguriamo proprio per questo efficace. E’ strutturato intorno a 3 questioni generali.

Dove siamo

Dove vogliamo andare

Come ci arriviamo

Il dialogo dovrà essere condotto in modo tale da promuovere una maggiore ambizione. Il dialogo considererà, tra i suoi elementi, gli sforzi delle parti in merito all’azione e al sostegno, a seconda dei casi, nel periodo pre-2020.

Il dialogo – si legge nel documento – adempierà al suo mandato, in maniera completa e non restrittiva e consisterà in una fase preparatoria e una politica. Le presidenze della COP23 e della COP24 condurranno congiuntamente entrambe le fasi del dialogo e copriranno la fase politica della COP24.

Uno spazio dedicato sarà fornito nel dialogo, sia durante la fase preparatoria che in quella politica, per facilitare la comprensione delle implicazioni dello special report dell’IPCC su 1,5°C.

Report e input per il dialogo di talanoa: contributi da altri enti, oltre all’IPCC, su piattaforma online per facilitare gli appuntamenti pre COP.

Per quanto riguarda gli input al dialogo, oltre al report IPCC si prevedono relazioni, analisi e report anche da altri istituti specializzati interpellati dalle parti stesse e/o provenienti anche da organizzazioni intergovernative e organismi UNFCCC che dovranno pervenire entro il 2 aprile 2018 per le discussioni della sessione di maggio, ed entro il 29 ottobre 2018 per le discussioni collegate con COP24. Il report dell’IPCC è previsto infatti a settembre-ottobre 2018, quindi si chiedono ulteriori supporti scientifici e tecnici per avere un quadro migliore già in primavera.

Anche le presidenze della COP23 e della COP24 forniranno input per informare il dialogo di talanoa, e una piattaforma online faciliterà l’accesso a tutti gli input del dialogo, che saranno supervisionati dalle presidenze di COP23 e COP24. Il Segretariato UNFCCC sarà invitato a preparare gli input rilevanti e a sviluppare e gestire la piattaforma online sotto la guida delle presidenze di COP23 e COP24

La fase preparatoria, quindi, ha lo scopo di  costruire una base solida basata su prove concrete per la fase politica. Si tratta di una fase che ansia subito dopo COP23, a gennaio 2018 e terminerà alla COP24. Una fase che vuole coinvolgere quella società civile sempre più attiva, presente e concreta sul clima. Si legge infatti nel documento che “le Parti, e anche altri soggetti interessati non appartenenti alle Parti, sono invitati a cooperare alla convocazione di eventi locali, nazionali, regionali o globali a sostegno del dialogo e a preparare e rendere disponibili i contributi rilevanti”.

Le discussioni di maggio 2018 saranno utilizzate per esplorare i tre punti generali (Dove siamo; Dove vogliamo andare; Come ci arriviamo) grazie ai contributi di vari attori e istituzioni. Tutte le discussioni avranno un riepilogo preparato delle presidenze della COP23 e della COP24, così come tutte le informazioni e le conoscenze acquisite durante la fase preparatoria, che saranno sintetizzate per fornire una base per la fase politica”

La fase politica “riunirà i rappresentanti di alto livello delle parti per fare il punto sugli sforzi collettivi delle parti in relazione ai progressi verso l’obiettivo a lungo termine dell’Accordo di Parigi” (restare sotto ai 2° o meglio 1,5° C di surriscaldamento rispetto al periodo preindustriale) così da poter preparare impegni adeguati a livello nazionale. La fase politica si svolgerà alla COP24 con la partecipazione dei ministri.

Anche questa fase, basata sulla preparatoria, si concentrerà sugli obiettivi del dialogo.  Le discussioni politiche comprenderanno tavole rotonde per garantire discussioni mirate e interattive tra i ministri. Alla riunione conclusiva del dialogo, le presidenze della COP23 e della COP24 forniranno una sintesi dei messaggi chiave delle tavole rotonde.

Sarà importante inviare segnali chiari e lungimiranti per garantire che l’esito del dialogo sia maggiore fiducia, coraggio e maggiore ambizione, si legge nel documento di COP23.

Durante le ultime ore di plenaria, si sono decise anche le date delle COP24 e 25: la prima si terrà, come si è detto, in Polonia, a Katowice tra il 3 e l’14 dicembre 2018. La COP25 sarà in Brasile tra l’11 e il 22 novembre 2019. Per quanto riguarda la COP26, quella importantissima del 2020, è possibile che si tenga in Italia, probabilmente a Milano. Data e luogo saranno decisi durante la sessione di maggio 2018.

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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