126 euro. Questo è il totale che in media una donna deve spendere all’anno per gli assorbenti. La cosa sconvolgente è che 22,88 euro di questa somma vanno allo Stato poiché l’iva è al 22%. Cosa c’è di strano, direte voi. Tralasciando la cifra esorbitante al quale i pacchetti vengono venduti (che va dai 3 ai 7 euro per una confezione da 14, che quasi mai basta per un ciclo mestruale) il disastro è che una cosa completamente normale e che ogni donna deve necessariamente avere sia considerata un bene di lusso. Mediamente una donna usa 12.000 assorbenti nella sua vita, cioè 4.285 euro e 71 centesimi. Questi soldi devono essere spesi per forza, e il 22% di Iva applicata anche. Se soltanto il governo – 18 ministri di cui solo 5 sono donne – si rendesse finalmente conto che i tamponi e gli assorbenti sono beni primari, come ha fatto invece per il tartufo, sarebbe un passo in avanti. Perché, per l’appunto, il tartufo è considerato bene primario (con iva al 5.8%) e la necessaria igiene femminile no. 

La cosa che più intristisce è che l’Italia è tra i pochi paesi al mondo a tassare ad iva completa gli assorbenti. In Scozia per le studentesse e donne senza un lavoro fisso, ad esempio, sono addirittura GRATIS. Impensabile, ma vero, nel nostro paese si mette sullo stesso piano, con la stessa tassazione, l’igiene e l’alcol, le sigarette o gli apparecchi tecnologici. Per non parlare dei pannolini per i neonati e i bambini piccoli, stessa tassazione al 22% a carico dell’acquirente (in genere le mamme), anche questi un bene necessario.

Sono circa 21 milioni le donne che in Italia spendono quei 126 euro all’anno. 21 milioni le donne che durante i loro 520 cicli mestruali (questa è la quantità in media che una donna affronta nella propria vita) spendono più di 4 mila euro. Sono 21 milioni le donne che ogni mese quando vanno al supermercato o in farmacia per comprare quello che serve VERAMENTE sentono che le loro necessità primarie vagono meno dei tartufi. Alle urne, però – ed è bene ricordarlo – il tartufo non vota, le donne, e le mamme, si.  

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