marteAcqua significa vita. Ma l’acqua non c’è solo nel nostro pianeta. C’è su Marte, sulle comete… E sono notizie fresche del 2015. C’è acqua anche nella stazione spaziale internazionale. Ma come viene gestita? L’acqua terrestre, poi, è osservata dallo spazio. Cosa ci dicono gli astronauti dell’elemento vitale del nostro pianeta? Rispondendo a tre domande, Enrico Flamini, fisico, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, ci sintetizza un po’ d’acqua spaziale.

Tracce di acqua su Marte. Può essere utile in qualche modo alla popolazione terrestre?
Può essere trovata acqua sulle comete o altrove nell’universo?

La ricerca dell’acqua è uno dei motivi guida delle missioni spaziali dedicate a Marte in quanto c’è una stretta correlazione con la possibile presenza di forme di vita, per come noi oggi conosciamo la struttura delle cellule viventi. Di acqua su Marte ce n’è molta, ma quasi solamente sotto forma di ghiacci. Le recenti scoperte, che confermano teorie già elaborate trenta anni fa, ci forniscono l’evidenza che in particolari condizioni di temperatura e pressione, su Marte si può trovare anche acqua allo stato liquido. Quelle evidenziate dagli strumenti in zone vicino all’equatore marziano, sono tracce di un’acqua con forti contenuti di sali, ma è pur sempre acqua che, con un processo di filtraggio, può diventare acqua potabile. Quest’acqua può essere fondamentale per rendere possibile l’esplorazione da parte di astronauti sia come acqua da bere, sia per irrigare le serre, sia, infine, per produrre ossigeno. Anche se l’acqua su Marte è abbastanza abbondante, per esempio la calotta polare nord è composta quasi solo di ghiaccio d’acqua e ne ha così tanto che se lo sciogliessimo tutto coprirebbe l’intero pianeta di un oceano profondo 8 metri,  non si può certo pensare di portarla sulla Terra, troppo lontano Marte e troppa l’energia che ci vorrebbe per portare sulla Terra una quantità di acqua significativa.

L’acqua è però uno degli elementi più abbondanti nelle regioni esterne del Sistema Solare.  Quasi solo di ghiaccio sono infatti composte le comete e la maggior parte dei satelliti di Giove, Saturno, Urano e Plutone. Grandi corpi in alcuni casi, come Europa o Encelado, quasi interamente formati da ghiaccio d’acqua e di acqua liquida nelle loro profondità, con solo piccoli nuclei rocciosi. Come nel nostro sistema solare, anche intorno ad altri soli  si trovano corpi ghiacciati. L’acqua insomma è abbondante nell’universo, ma soprattutto come ghiaccio.

Come viene gestita l’acqua nelle stazioni spaziali come la ISS? Ci sono sistemi di riciclo dei liquidi?

La ISS è un mondo chiuso dove si possono portare provviste e rifornimenti solo dalla Terra usando le navette, sia quelle che portano anche gli astronauti che quelle solo cargo. L’acqua quindi è nella ISS un bene preziosissimo che non può essere sprecato e che va riutilizzato al massimo. Sono quindi stati sviluppati sofisticati meccanismi di depurazione e filtraggio in grado sia di ripulire l’acqua, la minima indispensabile,  che viene ad esempio usata per lavarsi sia di filtrare i liquidi organici.  Il filtraggio comunque, anche se molto efficiente ed accurato, in grado di produrre ottima acqua potabile, pur tuttavia non ha una efficienza del 100% e ogni tanto si deve ripristinare la parte non recuperabile  che viene persa portandola su dalla Terra.

Attraverso i satelliti possiamo monitorare lo stato di salute e avanzamento delle acque. Cosa sta emergendo dalle rivelazioni? Dobbiamo preoccuparci per le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle acque?

I satelliti di osservazione della Terra si stanno sempre di più specializzando per seguire e controllare i  cambiamenti climatici e di conseguenza l’acqua come bene prezioso, ma anche causa di disastri. Le molecole del gas dell’acqua inoltre sono un potente gas serra, e l’aumento dell’umidità nell’atmosfera causa non solo piogge torrenziali e successive inondazioni, ma anche l’aumento della temperatura che a sua volta fa aumentare l’evaporazione innescando fenomeni di portata globale ed incontrollabile.  In questo panorama sia lo studio delle acque continentali, laghi e fiumi, che le acque oceaniche ed infine le calotte polari con il loro grandissimo contenuto di acqua dolce, vengono costantemente monitorate.  Con i satelliti siamo anche in grado di controllare lo stato di salute delle acque superficiali, ad esempio il grado di eutrofizzazione, ovvero la presenza di alghe che, se eccessivo, porta alla diminuzione dell’ossigenatura delle acque e di conseguenza la scomparsa della fauna, ovvero dei pesci.  Infatti la clorofilla delle alghe è ben visibile nell’infrarosso e da satellite questa emissione e ben visibile e misurabile. Anche la Terra è in fondo una grande astronave che si muove nello spazio e l’acqua non è in quantità infinita e nessuna navetta ci rifornisce di acqua dallo spazio, a parte qualche cometa che ogni qualche milione di anni impatta in nostro pianeta. Dobbiamo quindi, noi umani per primi, stare attenti a non modificare il ciclo dell’acqua e il suo stato di salute.

miss dropIl progetto WHATEVER WATER #cmqacqua è realizzato in partnership con Nestlé Italia e Carlsberg Italia.

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