20170407_073308Perugia, 6 aprile 2017, Festival Internazionale del Giornalismo – Il rumore incessante di aerei ed elicotteri costringe i siriani ad incollare costantemente gli occhi al cielo grigio piombo di Aleppo. Un popolo tormentato dai continui bombardamenti, un popolo deturpato della propria libertà di parola e di espressione a causa del regime dittatoriale di Bashar Al Assad.
L’unica scelta è quella di rimanere in un paese in preda ad una guerra di potere che privandoti di un’identità ti ingloba nella follia e ti circonda solo dal male.
In un luogo in cui non esistono nemmeno più cibo e medicinali Firas Fayyad rischiando la propria vita decide di restare vicino al suo popolo documentando e seguendo dal vivo in prima persona  la vita dei volontari siriani meglio conosciuti come “caschi bianchi” chiamati così a causa degli elmetti antinfortunistici che indossano. Gli elmetti protettivi rappresentano l’emblema dei volontari costantemente esposti al rischio soccorrendo personalmente i civili imprigionati sotto le macerie durante i bombardamenti.
Firas testimonia nel suo documentario “The last men of Aleppo” la vita dei volontari ma in particolare la vita di Mahmoud, Subhi e Khaled, uomini che hanno semplicemente deciso di restare nella loro patria ignorando ma allo stesso tempo combattendo il male intorno a loro.
Nel mezzo di un devastante attacco, Firas ci ha dato la possibilità di osservare una scena che rimane impressa nel cuore; Khaled che va ad acquistare un pesce rosso comprendendo di essere in pericolo di morte. Quel pesce rosso rappresenta la determinazione di un uomo che non abbandona la propria gente e le proprie radici.
Khaled è uno dei “last men in Aleppo” coloro che cercano semplicemente di salvare vite di bambini, ragazzi, ormai distrutte dalla sete di potere di Bashar Al Assad.
Fayyad crede fermamente che dietro le torture, dietro i bombardamenti, esistono delle persone, vittime del sistema e documentando la pura quotidianità non vuole raccontare le vicende in maniera obiettiva ma vuole promuovere la verità.
Quello dei siriani è un popolo demolito dai bombardamenti fisicamente e psicologicamente e quello che vuole avviare Firas è una campagna volta a ricostruire una popolazione a partire dalle macerie, invogliando quei stessi giovani scoraggiati dall’inferno in cui hanno vissuto a scegliere il bene indossando l’elmetto bianco.

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