Lamezia Terme (dal nostro inviato Marco Zuaro) –  Questo è l’hashtag sui social scelto per l’ottava edizione del festival Trame di Lamezia Terme, comune calabrese commissariato per associazione mafiosa quest’anno per la terza volta.
Trame è un festival che si propone di combattere l’azione mafiosa tramite la letteratura e a partire dall’atteggiamento di ognuno, con “il coraggio di ogni giorno” (motto di questa edizione): le scelte di tutti i cittadini, i piccoli atti di coraggio che passano inosservati, sono il mezzo con cui si può sconfiggere la criminalità organizzata ma soprattutto l’atteggiamento mafioso, come afferma il commissario Alecci durante l’inaugurazione “mafia e mafiosità, stiamo attenti, forse è più dannosa la seconda” . In questo processo l’educazione assume un valore molto importante. Per capire il concetto di legalità bisogna coltivare sani valori. La cultura è quindi il mezzo tramite il quale si può cambiare la mentalità dell’individuo, per renderlo più libero e cosciente. Questo il messaggio che emerge anche e principalmente dall’intervento di Vittorio Alberti, che presenta il suo libro “Pane Sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” (Rizzoli). Si tratta di un libro che fra i suoi vari propositi, punta ad identificare il vero significato della parola “corruzione”, che si estende in questo caso a tutta la società, identificando una decadenza culturale e sociale che caratterizza questo nuovo “Medioevo”. Le armi che propone l’autore per vincere questa lotta contro l’indifferenza sono quindi l’arte e soprattutto le passioni, che devono essere risvegliate nei giovani d’oggi.
Tali riflessioni portano ad interrogarci se la cultura possa essere la soluzione anche per altri problemi che affliggono la nostra società e non solo per la criminalità.
La cultura davvero vince, e che possa vincere ancora contro ogni sfida che ci viene posta.

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