Perugia, Festival internazionale di giornalismo – “Donald Trump è il presidente con il più basso tasso di approvazione – afferma Cameron Barr, managing editor del Washington post, nel suo panel al festival di giornalismo di Perugia  – la sua politica imprevedibile trova propaganda grazie all’assiduo utilizzo di twitter”.

Il paradosso? Egli stesso si serve delle medesime vie di comunicazione utilizzate dai suo acerrimi antagonisti: i giornalisti. Il presidente Usa descrive sempre la stampa come nemica del popolo. Ma la stampa non ci sta e risponde rivendicando la propria trasparenza, verità e correttezza.

Ma perché Trump odia così tanto la stampa?

trump“Il New York Times ha sventato i piani subdoli di Trump e della sua cerchia di generali – spiega Barr – mentre la redazione del Times è stata in grado di mandare a monte il caso del consigliere Flynn.  Flynn, fu intervistato più volte dal Times, e diede risposte contradditorie fregandosi da solo, prima negando poi ammettendo di aver trattato con la Russia”.

Trump si ritrova a fronteggiare una delle più terribili sconfitte per un neopresidente: l’obbligo di licenziare il proprio consigliere incastrato da prove schiaccianti di fronte agli occhi dell’intera popolazione.

“È pur vero che Trump sa bene che la categoria dei giornalisti è parte imprescindibile della nazione: per promuovere la legge della sanità è lui stesso in persona a convocare il New York Times per raggiungere l’approvazione degli americani attraverso l’informazione – commenta Barr – anche il più ostile rivale della stampa riesce a concepire la potenza della divulgazione e la capacità straordinaria del giornalista che è in grado di intraprendere un rapporto intimo con il lettore”

Barr rivista

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