Perugia, Festival internazionale di giornalismo – Trump odia i giornalisti, ma i giornalisti non odiano Trump. Anzi sono in festa per la sua elezione: si apre con lui la presidenza più entusiasmante d’America.

Ma cosa rende questo presidente così accattivante per i media?

Screenshot_20170411-072541Cameron Barr – Managing editor del Washington post – nel suo panel al festival non ha dubbi:  “È il presidente più imprevedibile d’America, stravolge di punto in bianco le sue stesse idee, il suo modo impulsivo di governare accompagnato alla sua conflittualità con la stampa rende Trump il soggetto ideale da trasformare in notizia”.

Sono questi i due elementi che permettono ai giornalisti di riempire pagine di giornali spaziando da cronaca e scandali, alla difesa dalle accuse mosse dallo stesso presidente verso i media.

imagesTrump non solo stimola la penna di scrittori e giornalisti, ma anche le loro attività sul campo, come racconta Barr: “La ricerca della verità spesso nascosta dal governo, costringe i media a vere e proprie investigazioni”. Un esempio fra tanti, la vicenda del quadro (autoritratto) da 20 mila dollari che ha portato la sua fondazione filantropica ad essere indagata per movimenti sospetti.

Trump rimane quindi “unico nel suo genere, inquieta e interessa tanto più si allontana dalla normalità”.

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