Perugia, Festival internazionale di giornalismo –  Il governo turco isola il proprio popolo dal mondo intero. La Turchia è terra ormai sfigurata, tormentata dagli attacchi terroristici. Il punto di non ritorno da questo inferno, che oscilla tra le offensive dell’ISIS e quelle curde, inizia nel 2006. Da quel momento oscuramenti e rallentamenti internet sono diventati i peggiori nemici della stampa turca.

TURCHIA #L’artefice di questo disagio nazionale è lo stesso governo che mira all’indebolimento del cittadino facendolo sentire solo e privandolo di ogni speranza. L’intento principale è mantenere emarginata la nazione durante attacchi terroristici o elezioni politiche. “La popolazione finisce per rimanere imprigionata all’interno di una bolla in cui prendono il sopravvento sofferenza e tormento” afferma Efe Karem Sozeri – direttore di Dekadans.co.

“Quando il popolo prova a ribellarsi e protestare, il risultato è un corteo di manifestanti senza voce, che gridano aiuto senza poter essere ascoltati da nessuno” commenta Sozeri – mentre se qualcuno  vuole comunicare deve riuscire ad arrivare al di fuori delle barriere di oscuramento, raggiungendo quei luoghi lontani non contagiati dagli internet blackout come ospedali dotati di wi-Fi o fibra”.

turrrrNel 2017 un tweet può salvarti la vita. Ma non come accade in Turchia dove per cinguettare si impiega fino a 23 minuti. In un mondo dove i social sono tra le più efficaci vie di comunicazione, gli oscuramenti ledono la libertà di stampa. L’editoria viene costantemente denunciata dal governo ma sono le giornaliste donne ad essere prese più di mira e minacciate di essere violentate. Sono molte le campagne di sensibilizzazione che vogliono dare voce alle vittime del popolo turco anche grazie all’ultimo hashtag  #FreeTurkeyMedia.

 

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