di Paola Caprioli, Silvia Di Tora e Samuele Melis

Secondo il sondaggio internazionale condotto da Sodexo su 4mila studenti, solo il 62% di soddisfatti che subito scende al 54% in relazione al percorso accademico. Le nostre percentuali, se confrontate con quelle del resto del mondo, risultano ancora più scoraggianti: 82% (India), 76% (Cina), 75% (Regno unito), 73% (Stati Uniti).

Perché tutta questa insoddisfazione? I motivi per cui il 36% degli italiani considera di abbandonare gli studi sono molteplici.

Al primo posto troviamo l’eccessivo carico di lavoro, segue la mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro, a cui si aggiunge la scarsa possibilità di trovare lavoro dopo la laurea.

Alto rischio di soccombere

L’eccessivo carico di studio pesa così tanto che rimane lì, fisso al gradino più in alto, perché tanti studenti rimangono senza riuscire a scrollarselo di dosso. Quanti studenti in queste condizioni? Tra quel 36 % , sono in più della metà a dichiararlo.

“Lo studente non vede più l’università come un “esamificio”, ma come una comunità da cui attendere non solo qualità didattica ma anche supporto nella soluzione dei propri problemi attraverso servizi orientamento, counselling,..”, dice Loredana Garlati, Prorettore all’Orientamento e Job Placement dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Squilibrio tra teoria e pratica nei programmi universitari

Gli studenti universitari italiani lamentano l’incapacità dell’ateneo di offrire un’adeguata preparazione al mondo del lavoro: la causa principale della problematica è la mancanza di equilibrio tra studio teorico e pratico, per cui la sperimentazione pratica è quasi assente.

Se da una parte denunciano la mancanza di un ponte tra mondo accademico e mondo della produzione, l’assenza di tirocini significativi in azienda, uno scarso numero di stage, dall’altra ritengono di poter giovare alla nazione con le proprie idee innovative definendosi una vera e propria risorsa per lo Stato. La loro opinione è concorde con quella di molti esperti secondo cui lo svecchiamento del mercato del lavoro non potrebbe che favorire l’Italia.

Pochi posti di lavoro per i laureati

La preoccupazione degli studenti per le proprie esigue opportunità di trovare un impiego in Italia dopo la laurea è più che fondata. In particolare risulta che i giovani del sud Italia facciano più fatica a trovare lavoro rispetto a quelli del nord, che molti corsi di laurea in campo umanistico forniscano pochi sbocchi lavorativi rispetto a quelli di campo scientifico e che le donne percepiscano salari inferiori a quelli degli uomini, anche a parità di titoli di studio (www.espresso.repubblica.it). In generale, però, la maggior parte dei neo-laureati italiani percepisce stipendi troppo bassi per raggiungere una stabilità economica. Per questo molti di loro sono spesso costretti ad abbandonare il nostro Paese.

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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