(foto di Paolo Cammillucci)

Un flashback per un revival: l’esordio da solista di J-ax nel palco di Fabrica di Roma è una corsa all’indietro nel tempo ricca di emozioni. Un “grido” è quello che lo accoglie al suo terzo cambio di veste in carriera, dopo gli Articolo 31 ed i Due di picche, dal duo con Fedez alla carriera da solista. Grido, il fratello minore ex membro dei Gemelli diversi, si prende il compito di scaldare il pubblico dell’fbd festival per lo show del fratello.  Da sottolineare la buona esibizione dell’Aleotti minore, che pur meno noto del fratello, riesce a trascinare, far cantare, ballare ed ondeggiare le torce dei cellulari. Ha dimostrato quanto nei suoi pezzi più famosi da solista (“Gravità zero”,  “Sei come me” e “Fumo e malinconia”) e in “Un attimo ancora”, dal repertorio con i Gemelli Diversi, ci sia talento. La gente pensa porte aperte ad un fratello d’arte, nemmeno immagini a volte quanto è frustante”/ “tu credi sia un vantaggio, per me è una maledizione. Ogni cosa faccio qualche stronzo ha pronto il paragone” sono le parole con cui il rapper chiude “L’ha già fatto J-ax” prima di chiamare un grido di ben venuto per il fratello.

I pezzi che hanno permesso a J-ax di rimanere nella mente degli ascoltatori di varie generazioni ci sono tutti. L’età che spazia in media dai 15 ai 40, rappresenta i fan di ogni fase di carriera dell’artista. La grande famiglia di coristi e strumentisti rende Alessandro il non unico protagonista. Ciò si nota ancora di più quando dopo aver cantato grazie ad una strabiliante Sewit Jacob Villa nei panni di Paola Turci il brano “fuck you” degli Articolo 31, Ax si diverte a far improvvisare una melodia ad ogni membro della band per poi unirle tra loro in una particolare esibizione. Alla chitarra il noto artista-youtuber Marco The Hammer Arata, ai cori Sewit Jacob Villa e il grande amico di ax Pergiorgio Severi, alla batteria lo storico Steve Luchi ed in console dj Zack rendono grandioso il ritorno dello “zio”. Passando dalle più storiche “Domani smetto”, “Spirale ovale” e “Gente che spera” ai tormentoni con Fedez, di cui “Italiana” è l’ultimo uscito, e passando per il duetto con il fratello in “pub song”  come inno ai baristi nella festa della birra, J-ax offre una grande serata. Le emozioni di vedere una folla cantare “uno di noi” è sempre tanta sia nel mega concerto di San Siro con Fedez che in quello da solista davanti ad un pubblico più ridotto e l’artista ci tiene a ringraziare per il calore. “l’uomo con il cappello” è tornato, la “Gente che spera” lo ha aspettato ed ora spera che domani non smetta!

In attesa delle cinque date di dicembre al Fabrique di Milano possono rimanere impresse le parole finali di Intro, uno dei brani più introspettivi dello “zio” e che descrive perfettamente il passaggio di carriera, “non è finita finché non lo decidi tu”.

(foto di Paolo Cammillucci)

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