Tra i tanti che si sono scagliati contro l’olio di palma scatenando i consumatori di merendine, biscotti e creme alla nocciola, c’è IlFattoAlimentare, testata che si occupa di cibo e alimentazione, appunto. A Roberto la Pira, giornalista e direttore della pubblicazione, abbiamo chiesto com’è nata la battaglia.

“Noi non abbiamo mai detto che l’olio di palma è cancerogeno né che l’EFSA abbia dichiarato che possiede contaminanti cancerogeni”, chiarisce. 

La questione nasce così: “Nel maggio del 2014 , io e Dario Dongo (avvocato che scrive sul fatto alimentare ndr) ci siamo interrogati sul fatto che l’olio di palma – per via delle questioni ambientali – è un problema e per questo sarà obbligatorio mostrarlo in etichetta. L’olio di palma è presente nel 95% dei prodotti, quindi abbiamo chiesto a Greenpeace, Altroconsumo (che nel 2016 fa una sua inchiesta ndr) e Coldiretti di unirsi alla nostra petizione”. Una petizione contro l’invasione (è questo l’obiettivo, dice La Pira) dell’olio di palma nei nostri prodotti, non contro l’olio di palma in sé. “Ma riceviamo tre no”. Così “a novembre partiamo lo stesso da soli e chiediamo ai produttori e ai distributori di dare la possibilità di scelta ai consumatori. Non diciamo di “buttare via l’olio di palma” ma di ampliare la possibilità di scelta per chi compra, insomma di diversificare il prodotto contro l’invasione dell’olio di palma. Non ci hanno proprio considerato, ma la nostra petizione ha funzionato molto bene, ad inizio del 2015 si sono resi conto del numero – alto – delle firme raccolte, e allora hanno cominciato a riconsiderare le loro posizioni”. Come? “Beh, innanzitutto, a inizio 2016, facendo una campagna promozionale di 8 milioni di euro (sono nostre cifre, che però nessuno ha smentito) per affrontare la situazione”. Qualcuno ha cambiato ricetta… “Il motivo per cui hanno diversificato la produzione è stata la perdita di quote di mercato. E’ stato Colussi a rompere il ghiaccio, Barilla e il Mulino Bianco lo segue immediatamente. Hanno dato risposte positive anche Esselunga e COOP in seguito al documento EFSA”.

Mi faccia capire, la vostra quindi è stata una battaglia ambientale? Eppure nei vostri 200 articoli contro l’olio di palma e i produttori di biscotti, mi pareva che si parlasse di grassi saluti, di salute, di cancro… sbaglio? 

“Ripeto, noi non siamo contro l’olio di palma, ma contro contro l’invasione. L’olio di palma è il secondo più consumato in Italia, la gente ha scoperto questo ingrediente di cui non sapeva neppure l’esistenza, e i nutrizionisti hanno sempre parlato male degli oli tropicali perché ricchi di grassi saturi”.

Molti l’anno sostituito con qualcos’altro. Lei sa cosa? “Dopo due anni, chi diceva che non si poteva sostituire, l’ha fatto. L’hanno fatto come hanno voluto. Con olio di oliva, olio di mais, olio di girasole, olio di colza, burro e a volte burro di cacao e nel gelato (i gelati sono il 5% dei prodotti). C’è chi mette la panna e c’è chi mette il cocco.  

E non indagate?

“Adesso i grassi saturi sono dimezzati e nelle etichette c’è scritto con cosa l’hanno sostituito. Se l’hanno sostituito tutti vuol dire che si può fare, tanto i grassi “trans” non li usano più da 15 anni in Italia, perché molto dannosi per la salute, e anche se tutti continuano a scrivere “non idrogenato” in realtà non serve, perché la legge impone di scrivere solo se è idrogenato. Come “senza olio di palma”: la legge dice solo che se c’è, bisogna scriverlo, ma ora tutti lo scrivono.  

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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