altLa durevolezza dei prodotti della nostra quotidianità è sempre minore.Cos’è l’“obsolescenza programmata”? Questa parola così difficile ci dice in sostanza che le aziende realizzano dei prodotti che sono destinati sin dall’inizio a danneggiarsi e rompersi. Come dice Sergio Ferraris, direttore del giornale QualEnergia, “nella storia l’utilizzo degli oggetti prevede che essi si consumino, ed è l’essenza stessa degli oggetti. Ma che si consumino in maniera naturale…”
Il problema è questo, gli oggetti ormai vengono programmati per rompersi prima del tempo debito. Perché avviene questo? Perché il sistema economico attuale non può permettersi prodotti che durino anche per quindici, vent’anni; in tal caso non ci sarebbe bisogno di acquistarne uno nuovo dopo uno o due anni. In sostanza l’economia ristagnerebbe. Questo genere di produzione ha avuto inizio nel secolo scorso, quando i grandi produttori di lampadine si accorsero che nessuno le riacquistava perché resistevano bene, così crearono una lampadina che si bruciasse prima della lampadina standard. Ancora oggi questo processo è valido, e lo vediamo ad esempio con gli smart phone (sempre più fragili) che escono ogni due mesi con un programma simile al precedente. La soluzione che propone Ferraris è molto semplice, bisogna puntare più che sulla produzione sugli aggiornamenti, sulle riparazioni e sui servizi. Servizi e manutenzioni che possono essere fatti anche online, con notevole risparmio di energia e emissioni, oltre che di tempo e di denaro.
Modificare questa situazione è importante perché un oggetto durante la sua “vita” è estremamente inquinante. Cominciamo con la produzione. Per creare un telefono cellulare servono molti litri di acqua non riutilizzabile, e per lo smaltimento pone molti problemi. Quindi al costo del prodotto stesso si aggiungono i costi ambientali. Un prodotto certamente green secondo Ferraris, ma non secondo tutti, è un prodotto duraturo,  fatto in modo da poter essere aggiornato, e se questi aggiornamenti richiedessero il cambio di parti del prodotto, queste dovrebbero essere fatte con materiali riciclabili in modo da poter riusare il pezzo sostituito per crearne uno più adatto  alle esigenze del consumatore.

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Redazione centrale di giornalistiNellerba.it Giornalisti Nell'Erba è realizzato dall'associazione di promozione sociale Il Refuso. Nel tempo ha collezionato tanti riconoscimenti e partnership come ad esempio quelle con ANSA, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italia Madia Ambientali FIMA, European Space Agency (ESA), Agenzia Spaziale Italiana, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Lega Navale Italiana, Marina Militare, Università di Roma Tor Vergata. Ha i riconoscimenti della Presidenza della Repubblica, del Ministero dell'Ambiente e tante altre istituzioni.

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