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E’ vero siamo il pianeta blu, il 70% della superficie della Terra è avvolto da miliardi e miliardi di molecole di H20 eppure soltanto l’1% è rappresentato da acqua dolce allo stato liquido. L’acqua è oro blu e non si può non festeggiare con una Giornata Mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite per non dimenticarsi di fare il più possibile per conservarla.

Giornata che a distanza di vent’anni è sempre attuale, soprattutto se pensiamo alla recente COP 21 di Parigi dove si è richiamato ad una gestione sostenibile della risorsa idrica come primo passo per impostare una concreta politica di adattamento ai cambiamenti climatici.

Di acqua ne utilizziamo sempre di più “negli ultimi trent’anni, il consumo idrico è aumentato al ritmo dell’1% all’anno – spiega Guy Ryde, direttore generale dell’organizzazione internazionale ONU per il lavoro – e ancor più grave è che circa il 30% dell’acqua a livello globale va sprecato a causa delle perdite”.  “La sua assenza esaspera le disuguaglianze –  ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – per questo sprecarla è due volte un delitto, verso l’uomo e verso l’ambiente”.

Di sicuro è una grande ingiustizia, come si legge dai dati di AMREF (African Medical and Research Foundation) nei quali si denuncia che sono 312 milioni le persone che ancora non hanno accesso a fonti di acqua potabile. Mentre il rapporto dell’OCSE “Principi sulla governance dell’acqua” del giugno 2015, parla di 2,8 miliardi di persone che vivono in aree sottoposte a stress idrico, con una proiezione di 3,9 miliardi al 2030.

Ma l’acqua è minacciata anche su altri fronti, come fa sapere il WWF Italia,  che chiede al governo di rispettare “la volontà di 26 milioni di italiani nel referendum del 2011 che hanno votato per mantenere la gestione del servizio idrico e la proprietà delle infrastrutture in mano pubblica” ritirando perciò gli emendamenti alla camera in questi giorni che potrebbero aprire a forme di privatizzazione.

In Italia lo spreco idrico per il cibo vale 16 milioni di tonnellate di acqua: “Per irrigare frutta, verdura e ortaggi che restano sui campi senza arrivare mai sulle tavole, ogni anno in Italia si prosciuga un bacino idrico grande come il lago d’Iseo” spiegano i promotori della campagna europea ‘Spreco Zero 2016’ di Last Minute Market realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. E tra i dati che riportano evidenziano i benefici della dieta mediterranea, sottolineando quanto per la produzione di 1 kg di carne di manzo servano 16 mila litri di acqua.

Ma proprio per la Giornata mondiale dell’acqua Carni Sostenibili, iniziativa delle principali associazioni di categoria delle tre filiere italiane della carne – Assocarni, Assica, Unaitalia –  si difende mostrando i numeri della propria impronta idrica: “Per produrre 1 kg di carne in Italia (bovino, avicolo e suino)  servono 11.500 litri di acqua (il 25% in meno rispetto ai 15.415 della media mondiale) e di questi soltanto il 13% (1.495 l) viene effettivamente “consumato”, mentre il restante 87% delle risorse idriche è costituito da “green water” ovvero da acqua piovana impiegata nella coltivazione delle materie prime per l’alimentazione degli animali”.

Sempre rimanendo nel campo dell’alimentare anche Rio Mare  festeggia la Giornata dell’acqua comunicando il suo risparmio del 20% nella filiera del tonno (m3 acqua/tonnellata di prodotto finito). “Un grande sforzo se si pensa che nello stabilimento produttivo di Cermenate (Como), il più grande e tecnologicamente avanzato d’Europa e tra i primi al mondo, vengono prodotte oltre 3 milioni di lattine di tonno al giorno – dichiara Luciano Pirovano Direttore CSR di Bolton Alimentari, gruppo a cui appartiene Rio Mare – oltre al consumo idrico lo stabilimento di Cermenate utilizza al 100% energia proveniente da fonti rinnovabili, recupera il 99,8% dei rifiuti prodotti e ha ridotto gli spessori dei materiali di imballaggio, con un risparmio annuo di 5,6 tonnellate di plastica e di 44 tonnellate di banda stagnata, pari al peso di circa 40 utilitarie”.

Buone notizie arrivano anche dal Centro di Ricerche Enea di Bologna che lancia per la giornata dell’oro blu un brevetto che renderà il trattamento delle acque di scarico molto più green. Adesso per la rimozione di ammoniaca, azoto e fosforo delle acque reflue ci saranno delle sonde che consentiranno una gestione automatizzata degli impianti, e questo si traduce in un risparmio del 36% sui consumi energetici e in 15% sui costi di gestione garantendo al contempo più efficienza nei processi di rimozione degli inquinanti per impianti di depurazione medio-piccoli. “Il brevetto consente inoltre una gestione semplificata dei sistemi di aerazione (responsabili del 75% dei consumi), riducendo fino al 60% l’aria utilizzata nelle vasche di trattamento delle acque” spiega Luca Luccarini, ricercatore ENEA autore del brevetto.

Anche Nestlé spreca meno acqua. Rispetto a dieci anni fa i suoi stabilimenti consumano meno 41%. E all’interno dello stivale tra il 2010 e il 2015 i consumi idrici si sono ridotti del 10,3% (m3 acqua/tonnellata di prodotto finito).  Gli stabilimenti più green, dichiara Nestlé Italia, sono quello di Ferentino (FR) dove si realizza il gelato Motta e che risparmia un 23.7%,  e quello di Benevento dove viene sfornata la pizza Buitoni, il cui impianto di produzione consuma meno 19,7% di acqua.  “Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo importante traguardo – ha commentato Marco Toppano, direttore tecnico di Nestlé Italiana – ma non ci fermiamo qui naturalmente, anzi in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, rilanciamo il nostro impegno per la tutela di questa risorsa preziosa in linea con il principio di Creazione di Valore Condiviso” .

Quanto incide sull’ambiente il consumo d’acqua in bottiglia della tua famiglia? Quanti  kg di plastica produci o quanta CO2, zolfo e monossido immetti nell’aria, sorseggiando la tua acqua minerale in PET? In un anno quante bottiglie compri e quanto spendi?  A tutte queste risposte ci penserebbe un’app: basta digitare il numero di componenti della famiglia (da 1 a 6) e scegliere la marca dell’acqua. Questa è l’idea “smart” proposta da Profine, azienda che produce filtri per acqua del rubinetto, lanciata per la Giornata mondiale dell’acqua: un’applicazione sul proprio cellulare, disponibile per Android, Apple e tra poco per Windows Phone. Profine, che ovviamente punta al mercato di chi beve dal rubinetto, presenta un’app tramite la quale si potrebbe avere sotto mano i numeri di quanti litri di acqua sono impiegati per produrre le bottiglie di PET consumate a casa nonché sapere quanti litri di gasolio e chili di petrolio vengono utilizzati per trasportarle e produrle. “Mediamente in una famiglia di 4 persone si acquistano mediamente 1.314 bottiglie di acqua all’anno per una spesa media di 400 euro. Inoltre la stessa famiglia ha 13 kg di plastica da smaltire, immette nell’aria 78 kg di CO2 e per la produzione del PET consuma 43 kg di petrolio, 745 litri d’acqua e per il loro trasporto impiega 33 litri di gasolio”, spiega Franco Carlotto, Profine General Manager. Siamo curiosi di capire come vengono calcolati i risultati, se, insomma, i calcoli sono statistici o misurati, ad esempio, tenendo conto delle eventuali azioni sostenibili di ogni singola marca di acqua in bottiglia.

(Per approfondire i temi dell’acqua, consigliamo di leggere lo Speciale gNe CMQacqua)

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mohito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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