IMG_07025 minuti, 24 idee, 3 vincitori. E’ la formula che FrascatiScienza ha applicato a Wire2016, il palcoscenico per le idee innovative.

Wire, evento che anticipa la Notte Europea dei Ricercatori 2016, è il filo che collega le idee, presentate nei workshop, in presenza delle imprese che magari le noteranno ne finanzieranno la realizzazione. Ma è anche ricerca come volano per la ripresa economica.  C’è solo una condizione: la scintilla deve scattare in soli 300 secondi. Gli startupper sono infatti tenuti a rispettare il breve tempo a disposizione per convincere i presenti. Una difficoltà che si aggiunge per coloro che decidono di affacciarsi allo scenario in cui ristagna l’innovazione made in Italy.

In Italia sono poche, infatti, le imprese che scommettono su ricerca e sviluppo, con la conseguenza che il BelPaese, terra che ha dato natali a scrittori poeti, esploratori e scienziati, si posiziona oggi al 31esimo posto nel mondo per indice di innovazione. Come mai? I giovani sono forse a corto di idee?

Non è d’accordo con questa ipotesi Francesca Spagnoli, project manager del palinsesto di FrascatiScienza: ”Wire16 è la dimostrazione di quanto importanti siano le idee dei giovani, e lo dimostrano i tre premiati di quest’edizione – dice Spagnoli – tutti giovanissimi, ma con idee chiare e presentate anche ad un ottimo livello comunicativo”. Tutti i finalisti si sono mostrati pronti e preparati per affrontare un mercato sempre più esigente, non a caso, alcuni di questi hanno trovato applicabilità in progetti non solo a livello locale ma anche e soprattutto internazionale.

E tutti con un comune denominatore: l’ambiente. CAM, il micro sensore per misurare il particolato atmosferico, sviluppato dal team dell’Istituto di Astrofisica di Roma, è una vera e propria bilancia per monitorare la quantità di polveri sottili presenti nelle città.

Oppure HoleyOrthopedic che produce tutori low cost in plastica grazie alla stampante 3d: esoscheletri perfettamente riciclabili.

E poi c’è WebMapService, il TripAdvisor che segnala lo stato di salute dei ghiacciai.

Insomma, giovani, innovativi, preparati e attenti all’ambiente. Perché, dunque, le aziende non ci credono? “Ci sono pochi fondi in generale e perché spesso i tempi tra l’ideazione e l’effettiva commercializzazione sono lunghi – continua la project manager – ma i ragazzi oggi hanno dimostrato di aver compreso quest’esigenza di mercato”.

Wire è stato anche occasione per una riflessione tra le aziende, i ricercatori e i creativi presenti, nella quale si è tentato di appianare le divergenze, comprendere i limiti dell’altro e tentare di venirsi incontro con proposte di piattaforme per incentivare il dialogo, o suggerimenti per esaltare le risorse intellettuali del territorio, quello del Polo di Ricerca Tuscolano, affinché possa diventare punto di riferimento per tutte le imprese talent scout. Insomma: chi non risica non rosica, ma soprattutto provarci sempre.

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Approda a Il Refuso nel 2008 dove rimane in pianta stabile dal 2014, dopo una serie di esperienze lavorative nel giornalismo, la comunicazione e il management. Nel 2010, diventa giornalista pubblicista, per Giornalisti Nell'Erba ricopre prima il ruolo di responsabile relazioni esterne e coordinatore generale, in occasione di Expo è coordinatrice di #gNeLab e dal 2015 vicedirettore di giornalistinellerba.it. Ama il cibo, la musica (rigorosamente antecedente agli anni 2000) e condividere i primi due in buona compagnia.

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