renzi cop21 okNon poteva che essere nel giorno dell’Earth Day, giornata dedicata alla Terra in cui ci saranno moltissime iniziative in giro per il mondo dedicate alla sostenibilità e alla tutela ambientale, quello stabilito per la ratifica dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici discusso durante la COP 21 del dicembre scorso.
Il 22 aprile a New York sono attesi i 196 paesi che hanno partecipato alla conferenza sul clima ma, fino ad ora, solo in 155 hanno confermato la propria partecipazione.
Ma quali sono i provvedimenti presi e come ci arrivano le Nazioni, il clima e l’informazione in generale al 22 aprile?

L’Italia e le altre Nazioni alla firma
È notizia degli ultimi giorni che l’Olanda ha intrapreso il cammino che segnerà l’inizio della fine delle auto a combustibili fossili. L’iter legislativo a cui ha dato vita dovrebbe portare al divieto di vendita delle auto a benzina, in favore di quelle elettriche, dal 2025. Subito dopo COP21, la Germania ha annunciato un nuovo piano energetico che prevede l’eliminazione delle centrali a carbone che garantiscono il 43% della produzione elettrica nazionale.
Gli Stati Uniti, dopo aver detto no alla Keystone XL pipeline (la realizzazione di un immenso oleodotto per il trasporto del petrolio tra Canada e Texas), hanno introdotto il Clean Power Plan (non senza problemi) ed Obama, ha annunciato di voler introdurre una tassa di 10$ su ogni barile di petrolio dal 2017.
Il paese numero 1, ad oggi, per le emissioni globali, la Cina, ha adottato una moratoria di 3 anni sull’attivazione di nuove centrali a carbone pianificando di spegnerne almeno 1000 nello stesso periodo.
Ma oltre ad esserci dei segnali positivi, purtroppo, non mancano quelli negativi e, tra i paesi che ancora non hanno una politica climatica c’è il nostro.
L’Italia ha appena “brindato” (termine utilizzato dal Presidente del Consiglio che volerà insieme al Ministro dell’Ambiente Galletti per essere presente alla cerimonia di New York) al fallimento del referendum sulle concessioni a vita delle risorse di idrocarburi, presenti nelle prime 12 miglia dalla costa, alle multinazionali del petrolio. Ma la cosa che sconcerta di più è che siamo ancora privi di una strategia energetica che combatta i cambiamenti climatici e che le azioni del Governo, fino ad ora, hanno premiato i combustibili fossili arrestando la crescita delle energie rinnovabili.
Inoltre, in un mondo che nel 2015 ha visto abbassarsi le emissioni climalteranti, l’ISPRA ci dice che l’Italia ha registrato un +2% di emissioni gas serra.
Vedremo quali saranno le dichiarazioni post-cerimonia.

Il Cambiamento Climatico sembra accellerare
Dalle ultime notizie che arrivano direttamente dalla NASA sembra che la situazione climatica non sia delle migliori. Dopo un Febbraio rovente, anche Marzo procede nella direzione che porterà al 99%, afferma Gavin Schmidt della NASA, ad essere l’anno più caldo di sempre.
Ciò che preoccupa è la crescita anomala rispetto all’anno 2015: Gennaio, Febbraio e Marzo hanno segnato un aumento di 0,39°C.

L’informazione post COP 21
Il cambiamento climatico non fa notizia. È quanto emerge dallo studio dell’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo). Per l’IFAD i media americani ed europei trascurano troppo l’argomento definito persino dall’istituto economico World Economic Forum come la minaccia numero 1 per l’umanità e l’economia.
Lo studio IFAD afferma che le notizie sul cambiamento climatico erano poco presenti nei servizi dei TG e negli articoli dei giornali prima e dopo la COP21. Soltanto durante la COP21 se ne è parlato di più ma approfondendo poco l’argomento e trascurando l’infomazione riguardante le possibili soluzioni al global warming.
In questi ultimi giorni, precedenti alla firma, sembra esserci un leggero risveglio, tuttavia, all’argomento non è data la dovuta attenzione.
Rimane il mondo “social” e quello del web in generale dove si trovano le maggiori informazioni.

Per avvicinarci all’evento della ratifica del Paris Agreement, vi sono alcune interessanti iniziative da seguire tra cui quella organizzata dal coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) dal titolo “Dopo la COP21. La firma dell’Accordo di Parigi e gli impegni dell’Italia e dell’Unione europea” del 21 aprile e quella organizzata dal comitato ferma trivelle del 22 aprile “Che Clima Che Fa“.

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Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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