Slitta di un anno la COP26, quella in cui tutto il mondo è chiamato a presentare i propri impegni di riduzione delle emissioni per la lotta al cambiamento climatico. Slittano ovviamente anche gli appuntamenti della preCOP e la COP dei Giovani, probabilmente alla primavera prossima, e tutti gli incontri intermedi degli organi sussidiari per l’Accordo di Parigi. L’emergenza planetaria del coronavirus può darci l’occasione di ripensare al futuro, ma nel frattempo sospende le trattative.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel rispondere ad una nostra domanda nel corso della conferenza stampa di oggi in streaming organizzata da Ecofuturo e dal Ministero stesso, spiega che il Regno Unito, a cui tocca la presidenza della prossima Conferenza mondiale sul clima prevista per novembre 2020, insieme al Cile, presidente della COP fino al passaggio delle consegne, e all’Italia, partner organizzativo che ospita la PreCop e la COP dei giovani, che dovevano tenersi tra fine settembre ed ottobre, si stanno orientando per uno slittamento al 2021 degli appuntamenti, “in modo da assicurare la massima partecipazione planetaria”. Una partecipazione che è necessariamente preceduta da una serie di passi negoziali che oggi non si possono tenere, come previsto, proprio per le difficoltà mondiali dovute alla pandemia.

L’idea sulla quale Cile, UK e Italia stanno ragionando in ambito ONU Clima (UNFCCC) è quella di confermare i dialoghi di Berlino tra i ministri in forma di video conferenza, ma far slittare gli organi sussidiari (allargati a circa 400 delegati) di Bonn, previsti a giugno, fino ad una data tra agosto e ottobre e spostare di conseguenza alla primavera del 2021 la PreCop e la COP dei giovani e quindi a seguire la COP26 di Glasgow.

Il ministro però ci tiene a precisare che “spostare non vuole dire abbassare l’ambizione. Con l’Europa, con il Regno Unito ossia la presidenza di COP26, e con quella di COP25, ossia il Cile, siamo d’accordo a voler continuare a tenere alta l’ambizione passando attraverso il percorso del green new deal. Anche l’Italia ha firmato una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per anticipare a settembre 2020 la data in cui stabiliamo il livello soglia del 50 o meglio 55% di riduzione delle emissioni al 2030, in correzione di quello attualmente ancora stabilito nel 40%. Questo per dimostrare che l’Europa intende spingere in avanti e fissare rapidamente i proprio NDCs (impegni di riduzione ndr)”.

(aggiornamento delle 22.30) – Sul sito del governo britannico, si legge il comunicato ufficiale sulla decisione di rinviare COP26. A questo proposito, il presidente designato della COP26 e Segretario di Stato per le strategie aziendali, energetiche e industriali del Regno Unito Alok Sharma ha dichiarato: “Il mondo sta attualmente affrontando una sfida globale senza precedenti e i paesi stanno giustamente concentrando i loro sforzi sul salvataggio di vite umane e sulla lotta contro COVID-19. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di riprogrammare COP26. Continueremo a lavorare instancabilmente con i nostri partner per realizzare l’ambizione necessaria per affrontare la crisi climatica e non vedo l’ora di concordare una nuova data per la conferenza”.

Patricia Espinosa, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, ha aggiunto: “COVID-19 è oggi la minaccia più urgente per l’umanità, ma non possiamo dimenticare che il cambiamento climatico è la più grande minaccia per l’umanità a lungo termine. Presto le economie si riavvieranno. Questa è un’opportunità per le nazioni di riprendersi meglio, di includere i più vulnerabili in quei piani e un’opportunità per modellare l’economia del 21° secolo in modi che siano puliti, verdi, sani, giusti, sicuri e più resistenti. Nel frattempo, continuiamo a sostenere e sollecitare le nazioni a rafforzare significativamente le ambizioni climatiche in linea con l’accordo di Parigi”. Nello stesso comunicato, anche la dichiarazione del ministro Costa: “Abbiamo deciso di posticipare la COP26, compresi gli eventi pre-COP e “Gioventù per il clima”, ma restiamo pienamente impegnati a far fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. La lotta ai cambiamenti climatici richiede un’azione forte, globale e ambiziosa. La partecipazione delle giovani generazioni è fondamentale e siamo determinati a ospitare l’evento “Youth for the Climate”, insieme agli eventi pre-COP e di sensibilizzazione. Continueremo a lavorare con i nostri partner britannici per fornire una COP26 di successo”.

Infine, la dichiarazione del presidente della COP25, il ministro Carolina Schmidt: “La decisione dell’Ufficio di presidenza sul rinvio della COP26 è purtroppo una misura necessaria per proteggere tutti i delegati e gli osservatori. La nostra determinazione è quella di garantire che lo slancio per le ambizioni climatiche continuerà, in particolare per la preparazione e la presentazione di nuovi NDC quest’anno”.

(aggiornamento delle 23.30) – Ai media arriva il comunicato ufficiale di UNFCCC (Onu sui cambiamenti climatici). Ecco il testo: “L’Ufficio COP ha deciso oggi di rinviare le riunioni delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici degli organi sussidiari (SB52) al 4-12 ottobre 2020, presso il World Conference Centre di Bonn, in Germania. Le riunioni pre-sessione si terranno dal 28 settembre al 3 ottobre 2020.
 
La decisione dell’Ufficio di presidenza ha preso in considerazione le linee guida delle autorità sanitarie tedesche locali in relazione alla crisi sanitaria globale intorno a COVID-19. Mira a garantire non solo la piena inclusione e partecipazione, ma il benessere e la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti. Questa revisione è stata anche necessaria in quanto l’Ufficio di presidenza della COP ha l’obbligo di informare le Parti e gli osservatori almeno due mesi prima che avvengano i cambiamenti di programma o di ubicazione.
 
Ringrazio sinceramente la città di Bonn e in particolare il sindaco di Bonn, Ashok-Alexander Sridharan, per il suo continuo supporto e per il suo sostegno nel trovare una data e un luogo alternativi per queste importanti discussioni“, ha dichiarato Patricia Espinosa, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici.  Il segretario esecutivo ha sottolineato che l’azione per il clima continuerà per tutto il 2020 e che sia l’attuale presidenza COP del Cile, sia la prossima presidenza COP del Regno Unito, si sono impegnate a lavorare nei prossimi mesi con le parti interessate per continuare a impegnarsi in questioni prioritarie per il processo.
 
“Il piano di rinviare l’incontro degli SB dovrebbe garantire una partecipazione inclusiva e non lasciare problemi in sospeso. In preparazione delle sessioni di ottobre, chiederemo alle Parti di continuare a lavorare sui NDC aggiornati / migliorati “, ha dichiarato il presidente cileno della COP25 Carolina Schmidt.
 
Il segretariato dell’UNFCCC continuerà a sostenere le implicazioni di questo cambiamento. Il personale è pienamente operativo, lavora in remoto e le prime riunioni tecniche dell’anno si sono svolte con successo praticamente. Il Segretariato è inoltre pronto a supportare eventuali eventi virtuali o quelli incaricati dalla COP prima delle sessioni SB se ritenuto necessario.
 
Il segretario esecutivo Espinosa ha ribadito che, sebbene queste circostanze siano eccezionali, offre anche alle nazioni, mentre si stanno riprendendo dalla crisi, l’inclusione di misure progettate per costruire città e comunità più sostenibili e resistenti, rafforzando al contempo le ambizioni climatiche.
 
“Mentre COVID-19 è diverso da qualsiasi altra sfida che abbiamo visto nei tempi moderni, sono fiduciosa che il mondo, agendo in modo solidale, attraverserà questi giorni difficili”, ha detto Espinosa. “Presto le economie si riavvieranno. Con quel riavvio, si apre una finestra di speranza e opportunità”.
 
“Questa è un’opportunità per le nazioni di rendere più green le loro azioni, un’opportunità per includere i più vulnerabili in quei piani e un’opportunità per modellare l’economia del 21 ° secolo in modo che siano puliti, green, salubri, giusti, sicuri e più resilienti. Nel frattempo, continuiamo a sollecitare le nazioni a rafforzare in modo significativo le ambizioni climatiche in linea con l’Accordo di Parigi “. Espinosa ha assicurato che i funzionari continueranno a monitorare la situazione COVID-19 e forniranno ulteriori aggiornamenti se e quando si presentano.

(aggiornamento del 2 aprile, ore 9.30) – Reazioni alla decisione di rinviare COP26. Maria Grazia Midulla (responsabile Clima e Energia WWF Italia): ““Un rinvio della COP era diventato necessario, visti i ritardi nei negoziati provocati dall’emergenza sanitaria globale. Tuttavia, riteniamo necessario usare al meglio l’ulteriore tempo a disposizione, imparando dalla crisi attuale che occorre prevenire ed evitare le emergenze, oltre che essere attrezzati per affrontarle. Anche per la crisi climatica è indispensabile azzerare le emissioni climalteranti (prevenire) e attrezzarsi per quegli impatti del riscaldamento globale già in atto che non riusciremo a evitare; nell’immediato, occorre puntare a target di riduzione delle emissioni molto più ambiziosi. Oggi i medici e gli operatori sanitari tutti sono i nuovi eroi, ma non sono stati adeguatamente ascoltati quando potevano aiutarci a limitare i danni. Analogamente, dobbiamo dare ascolto alla comunità scientifica sul clima e accelerare la decabonizzazione, facendone anche un’occasione di rinascita dell’economia. L’imminente ciclo di investimenti che vedrà i Governi approntare pacchetti di misure senza precedenti è forse l’ultima chance che abbiamo per mettere sul binario giusto l’economia e puntare sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la riconversione industriale e dei servizi in senso green, insomma sui settori davvero destinati ad avere un futuro”.

Laurence Tubiana, ex ambasciatrice francese della COP21 e CEO della Fondazione Europea per il Clima: “Rinviare la COP26, seguendo la decisione parallela sulla COP per la biodiversità, è la cosa giusta da fare. In questo momento, la salute e la sicurezza pubblica vengono prima di tutto. Il Regno Unito e tutti i Governi dovrebbero usare questo tempo per progettare piani per una ripresa economica resiliente che considerino il clima, la biodiversità, lo sviluppo e la giustizia sociale in modo integrato. Questa crisi sta dimostrando che la cooperazione internazionale e la solidarietà sono essenziali per proteggere il benessere globale e la pace. La COP26 del prossimo anno dovrebbe diventare il fulcro di una cooperazione globale rivitalizzata”.

Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International: “La risposta al Covid-19 deve essere resiliente per la nostra salute e il nostro clima. L’obiettivo dei governi ora è quello di prendersi cura dei propri cittadini, stabilizzarsi e ricostruire – e devono farlo in modo da creare un mondo giusto e sicuro per il clima, perché la salute ambientale e il nostro benessere dipendono l’uno dall’altro. Posticipare la COP26 dovrebbe far sì che i governi raddoppino gli sforzi per garantire una strada da seguire green e giusta con cui gestire questa crisi sanitaria e l’emergenza climatica. Tornare al “business as usual” è del tutto inaccettabile: questa pandemia dimostra che ci sono enormi lezioni da imparare sull’importanza di ascoltare la scienza e sulla necessità di un’urgente azione collettiva globalee”.

Edoardo Zanchini, vicepresidente, Legambiente: “La  Conferenza sul clima (COP26) di Glasgow non va cancellata, in quanto rappresenta un momento fondamentale per rivedere gli attuali impegni di riduzione delle emissioni al 2030, inadeguati a fronteggiare l’emergenza climatica. Tuttavia, se a causa della crisi per il Coronavirus, non sarà possibile tenerla come previsto il prossimo novembre, è opportuno posticiparla ai primi mesi del prossimo anno. Nel frattempo, l’Europa deve rivedere il suo target al 2030, in coerenza con la soglia critica di 1.5°C, aumentandolo al 65%. Solo così sarà possibile mettere in campo una forte leadership europea, indispensabile per fronteggiare l’emergenza climatica. Per tutti i Paesi europei, a partire dall’Italia, la discussione sull’uscita dalla crisi economica e sociale dovuta al corona virus deve diventare un’occasione per accelerare in tutte le politiche energetiche capaci di aiutare imprese e famiglie a ridurre la spesa e i consumi energetici attraverso fonti rinnovabili, efficienza energetica e mobilità a emissioni zero.”

Da European Climate Foundation: “La notizia del rinvio della COP26 arriva in un momento di continuo aumento delle emissioni di gas serra a livelli pericolosi e in cui gli impatti degli eventi meteorologici estremi legati al clima continuano a colpire in tutto il mondo. Con un’anomalia termica di oltre 3 gradi nel Mediterraneo, in Europa abbiamo vissuto la stagione fredda più mite da quando esistono le osservazioni meteorologiche. Inoltre, la settimana scorsa gli scienziati australiani hanno segnalato un terzo evento di sbiancamento di massa dei coralli della barriera corallina in cinque anni, mentre un altro studio ha previsto che la foresta amazzonica potrebbe collassare entro la metà del secolo. In base all’Accordo di Parigi, i governi si sono impegnati politicamente a realizzare nuovi piani climatici quest’anno. Il Governo si è impegnato a raggiungere emissioni zero nette entro il 2050 e sostiene di rivedere gli obiettivi europei per il 2030 di taglio delle emissioni in rialzo fino al 55%. Questi impegni sono ancora validi ma l’attenzione si sta ora concentrando sulle molteplici misure economiche e finanziarie con cui i governi si stanno preparando a rilanciare le economie una volta stabilizzata l’emergenza. E’ necessario che le misure per la ripresa contribuiscano alla costruzione di un Pianeta più sano, più pulito, più giusto e resiliente. A questo proposito la scorsa settimana i leader europei hanno concordato di allineare la ripresa economica con una transizione green. Nella dichiarazione congiunta dei 27, infatti, i leader sottolineano che dopo la risposta immediata alla crisi sanitaria e ai posti di lavoro a rischio, la ripresa economica dovrà avvenire in linea con gli obiettivi del Green Deal”.

Qui sotto, il video integrale dell’incontro del Ministro con i giornalisti

Conversazione sul Futuro

Conversazione sul FuturoEcco l'incontro "Conversazione sul Futuro" tenuto oggi in video conferenza con i giornalisti ambientali. Abbiamo ragionato insieme sulla ricostruzione green del Paese post Covid-19. Collegatevi! Seguiteci! E condividete!

Pubblicato da Sergio Costa su Mercoledì 1 aprile 2020

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giornalista professionista, è direttore responsabile di Giornalisti nell'Erba, referente per la formazione dell'ufficio di presidenza FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) e membro Comitato Scientifico per CNES UNESCO Agenda 2030. Presidente de Il Refuso a.p.s.. In precedenza ha lavorato come giudiziarista per Paese Sera, La Gazzetta e L'Indipendente. Insieme a Gaetano Savatteri ha scritto Premiata ditta servizi segreti (Arbor, 1994). Collabora con La Stampa, per le pagine Tuttogreen.

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