altIl nome potrebbe far pensare a uno show televisivo come tanti. In realtà Green Talents è un concorso internazionale promosso dal BMBF (Federal Ministry of Education and Research, l’equivalente tedesco del nostro Ministero dell’Istruzione) che promuove le eccellenze nel campo dell’energia sostenibile. Il concorso si svolge dal 2009 e sono tantissimi i ricercatori e gli scienziati di tutto il mondo che partecipano. Quest’anno erano ben 403 e solo tre europei si sono classificati tra i venticinque vincitori. Una di questi è Daria Camilla Boffito, dottoranda in Chimica Industriale all’Università degli Studi di Milano, che siamo andati a intervistare.

Nella scheda di presentazione del sito viene definita “A leader among Italy’s young scientists” e nonostante la giovane età ha già all’attivo molte importanti pubblicazioni ed altre vittorie ottenute in importanti premi, uno dei quali l’ha portata in Australia per 6 mesi. Per partecipare a Green Talents ha mandato i risultati delle sue ricerche sul biodiesel. Con il progressivo esaurimento delle fonti di petrolio e il relativo aumento dei prezzi della benzina, l’alternativa più efficace al combustibile tradizionale per i trasporti si sta rivelando l’elettricità, ma non può essere la soluzione ad ogni problema: anche se per le città si vedono già circolare auto elettriche di nuova generazione, è impossibile pensare a un tir o a un aereo “elettrici”. Per questo serve concentrarsi sui carburanti alternativi. In particolare Daria si è concentrata sui modi per incrementare l’efficienza e rendere più sostenibile l’utilizzo dei biocombustibili.

Come ci spiega, rendere sostenibile non vuol dire solo fare attenzione affinché queste sostanze non provochino danni materiali all’ambiente durante la loro produzione o smaltimento, ma anche stare attenti ad aspetti più generali che molto spesso non vengono considerati. Infatti molti tipi di biocombustibili- soprattutto quelli provenienti da olii vegetali – sono considerati peggio di altri per la loro competizione con la filiera alimentare e il consumo di suolo. In un periodo in cui uno dei problemi più difficili da risolvere è quello della fame nel mondo diventa un controsenso sfruttare terreni agricoli per produrre piante da usare come combustibile;allo stesso modo non è concepibile disboscare nuove aree da adibire appositamente a queste produzioni.“Il concetto di sostenibilità comprende fattori economici, sociali, scientifici e politici” ed ha quindi un significato molto più complesso di quello che siamo abituati a dargli di solito. A questo proposito assume ancora più valore la vittoria dell’altra ragazza europea, una scozzese di appena 23 anni, che non è né una scienziata né un’esperta di sofisticate tecnologie ma una semplice studentessa di Scienze Sociali che è stata premiata per aver indagato sulle conseguenze sociali dei cambiamenti climatici, studiando in particolare le migrazioni e cercando la collaborazione di enti internazionali per avere in futuro politiche e pratiche umanitarie di livello globale.

Per affrontare questi problemi serve dunque un’attenta pianificazione.“Ci vuole un masterplan ragionato. Finché non avremo il sostegno della classe politica dobbiamo essere noi scienziati a sollevare il problema”. Uno dei risultati dell’edizione di quest’anno di Green Talents sarà infatti la pubblicazione di un libro in cui Daria ed altri vincitori scriveranno un capitolo su “che cosa significa SOSTENIBILITA’”.

Bello infatti il clima di cooperazione che si è instaurato tra lei e gli altri vincitori con i quali ha passato due settimane in Germania, dal 9 al 24 ottobre, in visita ai maggiori laboratori e centri di sviluppo sostenibile e con cui ha partecipato a un forum internazionale. “Tutto il nostro soggiorno era programmato al minuto e l’organizzazione era perfetta. Ci hanno anche fatto fare un gioco! Siamo stati divisi in gruppi e ad ognuno hanno assegnato un problema ambientale a cui dovevamo proporre delle soluzioni. Inoltre ciascuno di noi ha potuto scegliere tre esperti a piacere a cui fare delle domande a tu per tu. Personalmente ho scelto personalità distanti dal mio campo di ricerca per avere la possibilità di capire le potenzialità di altre realtà rispetto al biodiesel; e ho avuto modo di partecipare a una conferenza europea sulle biomasse al Fraunhoffer, un centro multidisciplinare di integrazione sul territorio (cioè dove ci si occupa non di quali tecnologie sviluppare ma di come metterle in atto nella pratica e di come farle accettare dalla comunità)”.

Insomma, il futuro vedrà la necessità di fonti diverse per raggiungere il fabbisogno complessivo di energia. Secondo una direttiva europea, entro il 2020 tutti i Paesi dell’Unione dovranno avere la almeno il 20% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili. La Germania da questo punto di vista sta bruciando le tappe: ha raggiunto già quest’anno il traguardo e prevede di arrivare al 100% entro il 2080.

Da qui si spiega Green Talents. “E’ un vero e proprio brain hunting. Appena arrivati i vincitori ricevono un sacco di proposte di lavoro e a tutti viene offerto di rimanere per tre mesi. Alla fine il 30% dei vincitori resta a lavorare in Germania e continua i suoi studi nei laboratori di ricerca tedeschi”. Ci sono però anche delle belle eccezioni. La stragrande maggioranza dei vincitori, in tutte e quattro le edizioni, proveniva da Paesi molto poveri o in via di sviluppo; tra di loro molti sudamericani, moltissimi indiani e quest’anno c’è stato anche un concorrente proveniente dallo Zimbawe. Anche a lui come agli altri è stato chiesto di restare in Germania a lavorare in grandi laboratori e con un lauto stipendio, ma ha preferito tornare nel suo Paese per mettere le sue capacità a servizio della sua gente. Anche Daria ha ricevuto molte buone proposte, che qui in Italia invece tardano ad arrivare. “Sto per finire il dottorato ed ho un curriculum di tutto rispetto eppure sto ancora cercando lavoro. Il dottorato non è ben visto dalle aziende italiane; all’estero non è così. Così il prossimo anno andrò a fare il post-doc in Canada, dove continuerò a studiare il potenziale del biodiesel”.

Un altro paradosso collegato alla poca importanza che viene data alle nostre migliori menti è anche il fatto che praticamente nessun mezzo di comunicazione italiano si è interessato della notizia. Green Talents è l’unico concorso al mondo così incentrato sulle energie rinnovabili, ed è un motivo di orgoglio sapere che tra i pochi vincitori c’è una nostra connazionale.

Inoltre, in un periodo in cui solo le alluvioni e altri disastri naturali rientrano nell’etichetta di “notizia ambientale” un po’ di queste buone notizie non sono occasioni da lasciarsi sfuggire.

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