Genova-Gibilterra è l’obiettivo di Tullio Berlenghi partito il 3 maggio e munito solo di una bici, un bagaglio fatto di 5 borse e tanta voglia di avventura. La traversata “alle Colonne d’Ercole” (qui il suo blog per seguirlo passo dopo passo, o meglio, padalata dopo pedalata) è cominciata con una “giornata non delle migliori, fa un po’ freddo”.

L’inizio della prima tappa è da “via del Campo, luogo simbolo della cosiddetta “scuola genovese” dei cantautori, per poi proseguire alla scoperta della parte più antica della città, la più adatta all’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani, anche se i ciclisti urbani non sono molti” dove si fa “colazione a base di focaccia con cipolla” in compagnia di Alessandro della FIAB di Genova e poi subito treno in direzione Arenzano per imboccare la pista ciclabile ricavata dall’antica ferrovia1. Si sa, per strada si fa sempre amicizia, soprattutto a cavallo di una bici, “fino a Savona pedaliamo in compagnia di Roberto e Giovanni, due ciclisti conosciuti sul treno e che hanno deciso di unirsi a noi per il primo tratto della tappa”. Tullio e Alessandro, proseguono poi per Savona, sempre in compagnia del freddo, e decidono di sostare ad Albenga dove una farinata non può mancare e “ci rimettiamo in marcia lungo l’Aurelia, che lasciamo a Diano Marina per imboccare una delle opere incompiute più antiche d’Italia, una ex strada statale la cui realizzazione risale addirittura al regno napoleonico”. È ad Imperia che termina la prima tappa dove Alessandro saluta Tullio.

Per Tullio, la seconda tappa prevede Imperia-Nizza, “ad Imperia ho avuto la fortuna di conoscere la casa famiglia “Pollicino” e ho trascorso una piacevolissima serata insieme ai piccoli ospiti accolti nella famiglia. Mi sono bastate poche ore per farmi capire lo straordinario valore che ha (o dovrebbe avere) l’impegno di chi si dedica con passione ad aiutare altre persone”. Questa volta c’è Nazzareno che accompagna Tullio fino a Sanremo attraverso una “ciclabile molto frequentata (e addirittura affollata nei week-end) proprio per la sua impareggiabile bellezza e fruibilità”. Da Sanremo parte il viaggio in solitaria ma a fargli da spalla questa volta c’è la strada che costeggia il mare fino a Ventimiglia e “la 2temperatura oggi è quella ideale per pedalare”. Nei pochi chilometri che separano Ventimiglia e la Francia “passo praticamene a fianco della stazione ferroviaria. La stessa che non più tardi di due mesi fa è stata al centro dell’attenzione di giornali e tg per la presenza di persone che i più rispettosi definiscono migranti. Per altri sono clandestini. In ogni caso sono persone per le quali si sta pensando di chiudere nuovamente le frontiere, mandando in fumo la speranza di poter costruire un mondo che si basi sulla solidarietà e l’accoglienza e non su muri e diffidenza”. Il primo comune francese è Menton (Costa Azzurra), poi il Principato di Monaco e Montecarlo “dove peraltro sono già in corso i preparativi per il Gran Premio di Formula 1”. Per Nizza “ ormai manca davvero poco e me la prendo fin troppo comoda, infilandomi in improbabili itinerari ciclabili che – infatti – dopo un po’ presentano il conto, a volte con ripide salite, altre con scalinate, e talvolta con entrambe”.

La terza tappa è impegnativa, più di 100 km con un dislivello di 1800 metri. Le temperature sono favorevoli ma “oggi è la prima tappa senza la vista del mare” e il percorso prevede molte strade secondarie 3che vuol dire due cose: meno traffico e diversi paesaggi da ammirare. “A circa 20 chilometri dalla partenza incontro la prima città della tappa, Grasse, il paese dove Grenouille, il protagonista del
romanzo “Il profumo” di Suskind, impara l’arte della profumeria” e “dopo Grasse pedalo per 50 chilometri prima di incontrare un’altra città” e, anche se il luogo è “piuttosto antropizzato”, sembra ci sia “ancora parecchio suolo libero dal cemento”a beneficio dell’economia agricola e del paesaggio che “dovremmo tutelare adeguatamente anche in Italia”. Dopo Draguignan, Tullio raggiunge l’obiettivo di questa tappa: Carces, “piccolo comune con una qualche vocazione turistica, in prossimità di un piccolo lago”.

A Carces, “l’aria del mattino è frizzante, ci saranno sì e no 10 gradi, ma la giornata è splendida e conviene mettersi subito in sella, visti i 108 chilometri di tappa previsti” per questa quarta tappa. “Oggi decido di non dare troppa retta alle deviazioni suggerite dal mio programma di itinerari in bici e mi faccio fregare una sola volta, quando vengo tentato da una bella strada dentro un bosco che diventa improvvisamente una rampa di garage al 12 per cento per poi diventare una4 discesa ghiaiosa”. La tappa si svolge, quindi, prevalentemente su strade principali e piste ciclabili dove non si incontrano molti centri abitati e Aix en Provence, la città natale di Cezanne, è il posto scelto per la sosta “dove mi fermo in un bar del centro (Rue d’Italie, per la precisione) per divorare una baguette”. Dopo il veloce ristoro, Tullio prosegue per Salon de Provence, conosciuta per essere la dimora delle “spoglie di Nostradamus”. “Pedalare lungo le strade di un’altra nazione regala una bella sensazione di libertà. Anche questo è un traguardo raggiunto dopo tanto tempo e del cui valore dovremmo essere maggiormente consapevoli”, questo è il condivisibile pensiero di Tullio, immerso in una distesa di papaveri rossi, che lo porta dritto a Salon de Provence.

Facebook Comments

Post a comment