Mamma cinghiale coi suoi 14 cuccioli in spiaggia a Savona

La Liguria si sa è stretta. Le montagne si tuffano in mare. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che i cinghiali arrivassero fino in spiaggia. È successo a Savona, dove 16 cinghiali sono andati al mare. Una mamma con i suoi 14 cuccioli, più un altro individuo adulto, hanno disceso il torrente Letimbro, si sono rinfrescati alla foce, per poi proseguire fino al bagnasciuga.

Non c’è stata una reazione d’allarme, anzi, c’è chi ha offerto loro uno spuntino, chi si è messo a scattare i selfie. Tutti hanno documentato divertiti la scena che è durata mezz’ora. Persino la signora più incollata all’asciugamano ha interrotto la sessione di abbronzatura per girarvi un po’ intorno.

Non c’è da stupirsi che i cinghiali non facciano paura: i liguri sono abituati a queste incursioni metropolitane ormai da anni. A Genova, ad esempio, è tutto l’inverno che i cinghiali abbandonano le alture alberate per addentrarsi in centro città. Alcuni, con molto senso civico, sono stati fotografati in fila indiana sulle strisce pedonali, mentre altri sono stati visti riposarsi all’ombra dei giardinetti.

Bagnanti e cinghiali convivono pacifici a Savona

I cinghiali allo stormire delle foglie preferiscono il clangore dei clacson: per loro la città è un grosso supermercato gratuito, si trova tanto cibo senza sforzo. La gente si è affezionata molto agli ungulati. Se alle prime apparizioni, la nonnina nel mirino coi suoi sacchetti della spesa scappava, adesso è la prima che esce dal negozio con una merenda vegana tra le mani.

Ma la convivenza non è sempre pacifica: a volte l’allontanamento e il trasferimento sui monti non è stato possibile. Ci sono stati episodi di abbattimento – seguiti da fragorose proteste da parte dell’Enpa – come quella volta che dei cinghiali si sono imbucati a un ricevimento di una Prima Comunione, agitando gli agghindati invitati.

D’altronde stiamo parlando di animali selvatici. Come dice Andrea Marsan, zoologo dell’Università di Genova, esperto in fauna selvatica: “È sbagliato dare il cibo ai cinghiali, non sono animali domestici, devono vivere nel loro habitat ma se in città trovano cibo facile non si abitueranno più a vivere nei boschi”.

Genova, cinghiali attraversano sulle strisce pedonali

Ma il tentativo di umanizzarli è sempre in agguato: ogni volta che un cinghiale raggiunge un condominio non fa il tempo ad avvicinarsi ai cassonetti che già è battezzato, Jimmy, Ciccio, Pippo. Le soluzioni dell’esperto sono chiare: “Servono bidoni anti rovesciamento, recinzioni elettrificate da posizionare sulle alture e una sana educazione civica“.

A chi pensa si tratti di operazioni costose, Marsan replica: “Questi interventi di prevenzione richiedono molti meno soldi di quelli che spendiamo per sedare, spostare e nel dispiegamento di forze per la sicurezza. I cinghiali non sono pericolosi ma possono causare incidenti notturni e diventare aggressivi se impauriti davanti a un cane”.

Siamo diventati così animalisti che facciamo male agli animali. Vogliamo davvero bene alla natura, non vogliamo abbattimenti e non ci piace la parola caccia? Allora non interferiamo nel normale ritmo della natura, non facciamoli proliferare rimpinzandoli di cibo artificiale. Faremo bene a loro ed eviteremo di incorrere in una multa, la legge vieta, infatti, nutrire gli animali selvatici.

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Corrispondente dalla sua terra ligure. Approda a Giornalisti nell'erba dopo l'esperienza elettrizzante di inviato in "Expo Milano 2015". È laureato magistrale in Biologia a Milano. Gruppo sanguigno: giornalista ambientale e scientifico, ma ha scritto per diverse testate dalla cronaca, alla politica fino al settore ho.re.ca. Ama la natura sotto il pelo dell'acqua, con maschera e pinne, ma anche dall'alto, ottimo sul dorso di un cavallo. La comunicazione è l'ingrediente delle sue giornate. Collabora con Acquario di Genova (ha un passato da Whale watcher). Colazione rigorosamente focaccia e cappuccino. Aperitivo, spritz o Mojito. Appassionato di arte (debole per Caravaggio), bioetica, lettura e feste in spiaggia in buona compagnia. Contatto: g.vallarino@giornalistinellerba.it

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