“Mi ricordo che si partì… si parti per la Calabria con il maggiolino, siamo stati benissimo, è stata la mia prima esperienza… e c’era un mare cosi bello”: la parola chiave è viaggio. 

Queste solo le parole di chi vuole ancora parlare, comunicare e ricordare una storia, una vita intera. 

Per alcune persone il teatro sociale può essere il modo e il luogo più sicuro dove potersi esprimere, in un periodo di distacco come questo.

Questo viaggio inizia quando vengono chiusi i centri anziani per preservare la fascia della popolazione più colpita, più a rischio coronavirus. 

Le associazioni “Dire fare Cambiare” e “Oltre le parole Onlus”  hanno fatto in modo di non trasformare il “preservare” in “isolare”, e così è partito il laboratorio teatrale per anziani nel bellissimo parco di Santa Maria della Pietà nel Municipio XIV, a Roma.

Con la notizia dello slittamento della riapertura dei centri anziani a settembre, Giulia Morello e Pascal La Delfa hanno pensato di offrire a tutti gli anziani di questo municipio la possibilità di poter usufruire di un laboratorio teatrale completamente gratuito. 

La voce è passata velocemente da amici amiche mariti e mogli, e grazie alla voglia di fare, uscire e stare a contatto con le persone hanno reso quest’idea un vero e autentico progetto di teatro sociale. 

La bellezza del teatro sociale è proprio il suo obiettivo, cioè di includere tanti parti a vario titolo svantaggiate della popolazione, con finalità  educative e terapeutiche in nome del linguaggio dell’arte che ci rende vivi. 

“Portiamo tutti del nostro per poter continuare il progetto iniziato: portiamo sedie, disinfettiamo tutto, portiamo thè freddo e bicchieri per stare ancora un po’ insieme quando il laboratorio finisce”. Si gioca con il proprio corpo, divertendosi e conoscendosi. Tutto sotto la magia che teatro lascia in ognuno di noi. 

La preoccupazione di questo periodo è che molto probabilmente i centri anziani non verranno riaperti come previsto, e che questo laboratorio con l’arrivo dei mesi più freddi non potrà avere un luogo adatto dove continuare. Questo è un momento molto importante per loro, ne sono consci tutti. Dovrà fermarsi tutto? Tutti i ricordi, le storie, i giochi vengono interrotti, bloccati, isolati?

Il fine di questo laboratorio è supportare la parte della popolazione che ha visto tutto annullarsi davanti agli occhi, abbiamo tutti gli strumenti adatti per non ignorarli, per non fari sentire soli, perché non siamo soli e progetti come questo ce lo insegnano tutti i giorni. 

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