Liceo Scientifico Statale Galeazzo Alessi (PG)
Beatrice Borscia, 4N
Docente Referente Chiara Fardella
L’AI ormai sta iniziando ad essere inglobato nelle nostre vite sempre di più, radicandosi nelle nostre più semplici abitudini.
Si può dire che sia quella presenza costante, quell’ombra digitale che segue il navigatore medio di internet passo per passo. E’ presente alla domanda su Google, all’utilizzo di un sito, all’apertura di un’applicazione ed è anche spesso l’app stessa. Sta sostituendo cantanti, artisti, scrittori e molte altri lavori creativi umani. Questi grandi cambiamenti ci portano a guardarla non più con gli occhi innocenti di qualche anno fa, quando eravamo ancora abbastanza ingenui da non notare altro che il fatto che ci semplificava una miriade di compiti e mansioni.
Adesso iniziamo a comprendere quanto l’intelligenza artificiale sia potente e ci chiediamo, come utilizzarla in modo consapevole ed effettivamente fruttuoso?
I modi ci sono e sono tanti, premettendo che bisogna sapere come usufruirne, prendendo le informazioni fornite da questa con le pinze e non utilizzandola intensivamente, affidandoci ad essa completamente.
E’ comunemente noto, soprattutto in quest’era profondamente digitale, dove la comunicazione è velocissima, che la salute dell’ambiente sta venendo meno, sia per l’utilizzo stesso dell’intelligenza artificiale che per comportamenti umani dannosi per la terra. Ma l’AI può essere uno strumento deleterio come una risorsa molto utile.
Vi sono varie applicazioni in fase di integrazione in vari campi economici, nei quali spesso vengono ancora sfruttati materiali che hanno conseguenze terribili per l’ambiente. Una di queste applicazioni è nell’agricoltura: AI per l’Agrifood. L’obiettivo principale di questi progetti è il miglioramento della resa agricola assieme alla sua qualità, concentrandosi sull’agricoltura di precisione. Tutto ciò si applica alla gestione delle attività di campo, alla protezione delle colture ma anche al controllo dei fattori di produzione, in modo da incrementare o diminuire un elemento in vista della qualità del prodotto e la sua velocità di produzione.
L’AI viene introdotta in sensori o droni che analizzano vari dati, permettendo agli agricoltori di monitorare le coltivazione, prevenire malattie e, conseguentemente, l’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti e agrofarmaci vari. L’intelligenza artificiale ha innestato un sistema di esplorazione ed analisi dei dati (ma anche di previsione), grazie ai quali possono essere valutate condizioni metereologiche, fertilità del suolo e malattie prevenibili.
Concretamente, il progetto è stato già lanciato in Calabria e in Emilia Romagna con il raggiungimento di un’accuratezza del 97% .
I droni hanno anche un’ulteriore funzione: catturano e identificano insetti nelle serre! Questo sta avvenendo nei Paesi Bassi con il progetto della TU delft. I sistemi di analisi dei dati e della previsione hanno avuto finora risultati positivi, con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala che ha trovato la possibilità di prevedere se le mozzarelle prese in esame sono DOP, o mere imitazioni contraffatte. L’AI inoltre può aiutare anche a ottimizzare i consumi energetici e a gestire le eccedenze per evitare gli sprechi alimentari. Un ulteriore vantaggio apportato sono le nuove idee e ricette che si possono ricavare, sane e ben bilanciate a livello dei macronutrienti.
Con l’intelligenza artificiale si monitora anche lo stato di salute degli animali riconoscendo immediatamente eventuali malattie, come la tosse nei maiali. Arrivando al nocciolo, nonostante l’AI possa essere uno strumento controverso il suo utilizzo, nel modo giusto, può essere più che benefico. Per un futuro all’avanguardia e volto ad un miglioramento costante credo possiamo e dobbiamo imparare dall’AI.
