È impossibile trovare una bufala sull’intelligenza artificiale collegata all’ambiente

Liceo Scientifico G. Alessi (PG)

di Alessandro Allegrucci, Classe 1°N

Referente Prof. Chiara Fardella

Se devo essere sincero, non è questo l’articolo che volevo scrivere. La categoria “bufala” di questo concorso mi aveva attirato molto, ma ho poi scoperto che qualcuno aveva già pensato a tutto quello che avevo provato ad inventare.

Questo dimostra che oramai l’intelligenza artificiale e il riscaldamento globale sono così importanti che anche le loro possibili connessioni sono state già ampiamente esplorate, tanto che, anche tentando di inventare una notizia falsa ma credibile, è praticamente impossibile immaginare qualcosa non sia già stato ideato, descritto, esplorato.

Ad esempio, la mia prima idea è stata quella di un’intelligenza artificiale a emissioni zero, per dare un apporto positivo all’emergenza climatica, in modo che fosse addirittura possibile trovare una soluzione ad essa senza emissioni.

Ero fiero della mia idea, ma mi è venuto in mente di verificare se qualcuno l’avesse già avuta. In effetti è emerso che era proprio così: esiste il progetto GreenAI, che studia come l’AI può aiutare a trovare soluzioni al cambiamento climatico, e sta anche lavorando a Velvet, un primo modello di Green AI (AI sostenibile) che genera risposte senza il grande spreco di risorse ad oggi causato dai “chatbot” più utilizzati, che è esattamente ciò che avevo pensato io.

Le sfide che il progetto si propone di superare includono diminuire il consumo energetico, ridurre lo spreco d’acqua utilizzata per raffreddare i server, un più consapevole utilizzo di elettricità da parte dei data center, la diminuzione di dati inutilizzati per tagliare anche lo spreco di risorse, eccetera. Velvet è una famiglia di AI ecosostenibili e accessibili in varie lingue, che si propone di utilizzare meno risorse rispetto alla media delle altre intelligenze artificiali. Questo è possibile, anche se a pagamento, grazie alla possibilità di funzionare su cloud o anche su una singola GPU. Il fatto che sia un servizio a pagamento presenta però diversi problemi.

Molto spesso le alternative sostenibili (pensiamo ad esempio alle auto ibride o elettriche) sono più costose di quelle più comuni ed inquinanti, ed è questa la ragione che le rende poco diffuse. Trovo profondamente sbagliato il fatto che gli inventori delle soluzioni sostenibili cerchino il massimo guadagno attraverso delle creazioni che risolverebbero molti problemi, se fossero davvero alla portata di tutte le tasche. È giusto che dopo aver investito tempo e denaro nelle loro invenzioni, si aspettino un guadagno, ma rendere troppo costose soluzioni innovative è egoista e non risolve i problemi del pianeta, anzi.

Avevo poi pensato ad una notizia molto più pessimista, “un’intelligenza artificiale in grado di trovare giacimenti di petrolio finisce nelle mani dei potenti, e accelera il cambiamento climatico”. Anche se non allo stesso modo (infatti pare che sia già in mano ai potenti e già acceleri non di poco il cambiamento climatico), come nel caso precedente, ho scoperto che già si usa l’intelligenza artificiale nella ricerca di giacimenti di petrolio e di gas naturale (metano): possiamo dire che essa effettivamente accelera il cambiamento climatico come avevo immaginato, infatti non solo si usa per trovare il petrolio, estratto ed utilizzato in maniera non del tutto condivisibile, ma a ciò si aggiunge anche lo spreco di risorse causato dall’uso dell’AI stessa.

Per trovare i giacimenti, l’AI confronta le mappe dei territori di possibili vene e le confronta per trovare similitudini con altri con miniere confermate. Questo non ha sempre successo, ma quando lo ha contribuisce non di poco alla crisi climatica. Sinceramente all’inizio ero un po’ sbigottito dall’idea che tutto quello a cui riuscivo a pensare fosse già stato realizzato da qualcuno, ma poi ho capito che non era affatto qualcosa di bizzarro, bensì una naturale conseguenza della importanza dei suddetti argomenti, anche se forse gli esiti dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in campo ambientale non sono purtroppo del tutto positivi.